INDIA, NUOVA DELHI QUASI IN LOCKDOWN PER L’INQUINAMENTO

I dati che ci vendono forniti dal sito “Our world in data” presentano l’India come il terzo paese più inquinato al mondo con un totale di 2.466.765.373 tonnellate di Co2 emesse nell’aria. Nel rapporto “2019 World Air Quality Report” pubblicato da IQAir e da Greenpeace, organizzazione ambientalista nata a Vancouver, inoltre, Nuova Delhi, la sua capitale, risulta la megalopoli più inquinata al mondo.

Ma se i dati possono sembrare a prima vista soltanto numeri, la loro veridicità e concretezza è stata dimostrata proprio in questi giorni. A Nuova Delhi, infatti, le soglie d’inquinamento sono state superate di 20 volte e i cittadini hanno cominciato a segnalare diverse problematiche: fastidio agli occhi, nausea e difficoltà respiratorie. Trattasi di PM 2.5, particolato fine che si presenta in forma di particelle molto piccole dal diametro inferiore ai 2,5 micrometri capaci di penetrare nei polmoni e di raggiungere il sistema circolatorio.

Tutto ciò è causato dai numerosi trasporti, dalle emissioni delle industrie, dai famosi roghi agricoli creati dai contadini allo scopo di fertilizzare i terreni e dalla mancanza di venti. Complice, in questo caso, anche il Diwali o “Festival delle luci”, una delle feste più antiche e importanti in India svoltasi il 4 novembre come da tradizione e simbolo del bene che trionfa sul male. Durante quest’ultima, però, la città si riempie di luci, candele, petardi e fuochi d’artificio e ciò ha contribuito notevolmente ad elevare la presenza di fumo.

 Il primo ministro Arvind Kejriwal ha quindi chiuso tutte le centrali a carbone e tutte le scuole e ha imposto l’ormai noto lavoro a distanza per tutti i cittadini. Ma la situazione non è migliorata e proprio il 14 novembre 2021 la Corte Suprema ha prolungato le chiusure a tempo indeterminato e interrotto le attività di costruzione fino al 21 novembre. Sul “Times of India” gli ospedali ne danno una forte testimonianza in quanto registrano un aumento di pazienti con difficoltà respiratorie, circa 12/24 al giorno che per ciò non riescono a dormire e vanno incontro ad attacchi di panico.

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