30 ANNI DALLA LEGGE 381: FERRARA C’È

In occasione dell’anniversario dei trent’anni della legge 381, il 4 novembre 2021 si è tenuta la conferenza stampa nella sala degli Arazzi presso il Comune di Ferrara, alla quale sono intervenuti l’Assessore comunale alle Politiche Sociali Cristina Coletti e il direttore della Cooperativa Il Germoglio Biagio Missanelli.

Da sinistra verso destra: l’Assessore alle Politiche Sociali Cristina Coletti e il direttore della cooperativa Il Germoglio Biagio Missanelli


La legge 381, approvata l’8 novembre 1991, non regolamenta soltanto le Cooperative Sociali, ma prevede, tramite le Cooperative Sociali di tipo B, l’inserimento lavorativo delle persone socialmente svantaggiate, dando così a queste persone l’opportunità legale di poter lavorare.

Legge 8 novembre 1991, n. 381
Art. 4 Persone svantaggiate

  1. Nelle cooperative che svolgono le attività di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell’interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall’articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni.
    (coma così modificato dall’art. 1 legge n. 193 del 2000)

Abbiamo detto Cooperative Sociali di tipo B poiché esistono anche quelle di tipo A che si occupano dei servizi socio-sanitari ed educativi, mentre quelle, appunto, di tipo B si occupano dell’inserimento lavorativo. Ed è in quest’ultima categoria che si colloca la cooperativa Il Germoglio, che con questo anniversario dei 30 anni ha deciso di cogliere la palla al balzo: uno perché sono anche trent’anni dalla sua costituzione, ovverosia nel maggio del ’91; e due perché con questa ricorrenza Il Germoglio ha voluto inaugurare il restyling di due locali, non solo dalla prospettiva degli interni, ma anche e soprattutto dal punto di vista nominativo. Infatti, la Cooperativa ha deciso di inserire il numero 381 all’interno di due suoi ristori: uno è un bar che ora si chiama Bar Ristoro 381 in via Azzo Novello, mentre l’altro è un ristorante ora rinominato Ristorante 381 Storie da Gustare in Piazzetta Corelli.
La scelta di inserire il numero 381 è stata fatta, come detto anche dal direttore Missanelli, in segno di riconoscimento ad una legge che ha fatto tanto per le cooperative come la loro e per dire che quella normativa è il loro punto di riferimento.

Il Germoglio, come la maggior parte delle cooperative presenti in Italia, fa parte dell’ente Confcooperative Federsolidarietà, il quale conta a livello nazionale al suo interno all’incirca 6 mila cooperative aderenti e circa 244 mila lavoratori di cui il 70% ha un contratto a tempo indeterminato. Inoltre, 18 mila sono le persone svantaggiate assunte e 26 mila i volontari che affiancano i lavoratori. Un’altra novità della legge 381 fu infatti quella di prevedere all’interno di un’impresa la presenza di volontari purché il loro numero non superi la metà del numero complessivo dei soci.
Il fatturato complessivo di Federsolidarietà è di circa 8 miliardi di euro. Per quanto riguarda Ferrara, le Cooperative Sociali facenti parte di Federsolidarietà sono 21 con circa 1.100 addetti e un fatturato di 31 milioni di euro, e in particolare Il Germoglio ha una ventina di persone svantaggiate che lavorano nei loro vari servizi.

Trent’anni fa la legge n. 381 fu una scommessa, oggi si può dire che è un traguardo di grande orgoglio perché viene fatto un servizio di utilità per la collettività. In un certo senso ognuno viene incontro all’altro: le imprese una volta raggiunto un certo numero di dipendenti hanno l’obbligo legale di assumere un tot di persone svantaggiate, altrimenti devono pagare una multa; quest’obbligo può essere assolto stipulando una convenzione con una Cooperativa Sociale di tipo B, la quale assume tali persone dando loro uno stipendio mentre l’azienda fornisce alla cooperativa una commessa di lavoro. In tutto questo lo Stato fa la sua parte pagando i contributi di queste persone, agevolando quindi questo meccanismo.

Questa legge ha cambiato la vita di tante persone in situazione di svantaggio sociale, ma anche quella degli stessi cooperatori che hanno investito tutta la loro vita in questo lavoro, dove gli stipendi sono quello che sono perché non si mira al guadagno personale. E anche se comunque c’è la possibilità di fare carriera e ricoprire ruoli dirigenziali, l’elemento amalgamante è quello egualitario perché è una scelta di vita. Ed è per questo che l’amministrazione comunale di Ferrara ha accolto con entusiasmo le iniziative organizzate da Il Germoglio nel weekend del 6 e 7 novembre, presso i due locali rinominati, partecipandovi con alcuni suoi rappresentanti. Un entusiasmo che si può leggere nella parole pronunciate dall’Assessore Cristina Coletti: «La cooperazione è l’unico argine alla disuguaglianza perché ridistribuisce ricchezza e offre occasioni di inserimento lavorativo per le persone con disabilità

di Moisès Chiarelli

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