COM’E’ INIZIATO IL XXI SECOLO? – VENT’ANNI DOPO

Il Novecento è considerato il secolo di guerre, innovazioni tecnologiche e inizio della globalizzazione. Il XXI secolo era stato immaginato come un periodo di pace e esplorazioni spaziali. Il 10 dicembre 2000 a Afar, in Etiopia, furono trovati i resti fossili di una bambina di tre anni appartenente alla specie Australopithecus afarensis e fu chiamata Selam, “pace” in lingua etiope, come buon augurio.

Scheletro di Selam

NO GLOBAL

Il primo vero movimento NO Global avvenne nel 1999 a Seattle, Washington, Usa; in occasione del meeting del WTO. Venne chiamato il Popolo di Seattle e rivendicavano l’esistenza di un altro mondo opposto alla globalizzazione neoliberista.

Il 2001, primo anno del III millennio, è stato l’anno degli scontri sociali ispirati dal popolo di Seattle. Il 27 gennaio a Davos, Svizzera, sede del World Economic Forum; tra il 15 e 17 marzo a Napoli e il 15 giugno a Göteborg, Germania, per il summit europeo. Il G8 di Genova era il prossimo appuntamento con visibilità mondiale. Terza sede italiana dell’incontro dei grandi della Terra dopo Venezia e Napoli. Il forte clima di tensione si presentava da mesi. L’11 settembre doveva ancora arrivare ma di attacchi terroristici provenienti da aria se ne parlava già da tempo, ecco perchè l’installazione di postazioni di missili terra-aria nel porto.

GENOVA

La più grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Amnesty International

La sede dell’incontro era stata presentata dal Governo Amato tramite proposta di legge al Parlamento. Tale scelta fu molto criticata perchè la città ligure era inadeguata per ospitare un evento del genere per la topografia stessa soprattutto in termini di logistica e di ordine pubblico.

Genova venne divisa in tre zone: rossa, gialla e verde. La prima riguardava il centro storico e si concentrava attorno Palazzo Ducale, luogo dell’incontro, blindata, esclusa alle manifestazioni e residenti controllati continuamente ai pochi check-point. La seconda, non autorizzata a tenere manifestazioni ma comunque di libero accesso ai privati cittadini. Infine, la terza molto più esterna. A giugno 2001, un mese prima, salì in carica il Governo Berlusconi II e cambiò le carte in tavola. La zona rossa rimase tale ma le manifestazioni si potevano tenere anche nella zona gialla.

Qui un secondo problema: l’impreparazione della Polizia. I poliziotti dei reparti mobili erano molto giovani, con un’età media compresa tra i 20 e 25 anni, quindi inesperti e in aggiunta stremati dal clima di tensione piombato in città.

GENOVA 20/07/2001 G8 MANIFESTANTI NO GLOBAL DURANTE GLI SCONTRI CON LA POLIZIA FOTO IPP/POGGI

Il culmine venne raggiunto sabato 20 luglio a seguito della morte di Carlo Giuliani, la macelleria messicana della scuola Diaz e le torture della caserma di Bolzaneto. Il Liceo Statale Sandro Pertini, ex scuola Diaz, era considerata, nella versione ufficiale della Polizia, come il quartier generale degli anarchici. In realtà era usata dal Genoa Social Forum come media center e dormitorio. I poliziotti, in tenuta antisommossa anche per eseguire una semplice perquisizione, colpirono violentemente gli occupanti i quali non opposero resistenza. Tutti feriti, anche in maniera grave, ed arrestati e portati a Bolzaneto.

ATTACCO ALL’AMERICA

Martedì 11 settembre 2001, Nord-Est (Boston, New York, Washington) degli Stati Uniti, uno degli spazi aerei più affollati e sorvegliati dell’intero pianeta. Partirono due voli dell’American Airlines e United Airlines diretti a Los Angeles e San Francisco. Una situazione normalissima di un giorno normalissimo di settembre. Alle 8:46 il mondo cambiò e la sicurezza americana crollò: la Torre Nord del Trade World Center fu colpito. Alle 9:03 il secondo aereo nella Torre Sud. 9:37, la facciata ovest del Pentagono, sede del Dipartimento di Difesa. 10:03, l’ultimo volo con l’intento di colpire la Casa Bianca o il Campidoglio, precipitò in un campo della Pennsylvania. Si contarono 2996 vittime, compresi i 19 dirottatori. 343 vigili del fuoco, 72 agenti di polizia e 55 militari persero la vita servendo il proprio Paese.

77 minuti che inaugurarono un periodo di terrore di matrice islamica estremista, Al Qaeda o ISIS che sia. Ogni attacco attivo o passivo è sempre corrisposto o ha seguito una risposta militare in Medio Oriente. Le invasioni di Afghanistan e Iraq e le primavere arabe non hanno fatto altro che peggiorare la delicata situazione geo-politica della regione.

Una lista degli attacchi di matrice estremista islamica al mondo occidentale:

  • 12 novembre 2003, Nasiriya – Al Qaeda
  • 11 marzo 2004, Madrid – Al Qaeda
  • 7 luglio 2005, Londra – Al Qaeda
  • 26 novembre 2008, Mumbai – Deccan Mujahideen
  • 7-9 gennaio 2015, Parigi – ISIS
  • 13 novembre 2015, Parigi – ISIS
  • 12 gennaio 2016, Istanbul – ISIS
  • 22 marzo 2016, Bruxelles – ISIS
  • 14 luglio 2016, Nizza – ISIS
  • 19 dicembre 2016, Berlino – ISIS
  • 22 maggio 2017, Manchester – ISIS
  • 3 giugno 2017, Londra – ISIS
  • 17 agosto 2017, Barcellona – ISIS
  • 31 ottobre 2017, New York – ISIS
  • 11 dicembre 2018, Strasburgo – ISIS
  • 2 novembre 2020, Vienna – ISIS

Il ritiro delle truppe dall’Iraq nel 2010 per ordine del presidente Barack Obama ed il rovesciamento del regime di Saddam Hussein hanno favorito l’ascesa del sedicente Stato Islamico.

IL MONDO DI OGGI

Dopo vent’anni ci ritroviamo a dar ragione ai ragazzi dei movimenti no global che protestavano per le vie di Genova. Predicavano che un altro mondo era possibile contro le imposizioni neoliberiste, contro i tagli alla spesa pubblica e un’economia sostenibile. Anche le rigide regole europee sul pareggio di bilancio, sulla spending review a scapito di sanità e istruzione, durante e dopo la pandemia, stanno per cambiare. E’ davanti agli occhi di tutti che anche il clima stia soffrendo dietro le spinte economiche dell’uomo. Gli accordi di Parigi del 2015 e le misure dell’Unione riguardo le riduzioni di emissioni di gas serra entro il 2050 segnano l’accorgimento dei potenti della Terra sul miglioramento della condizione climatica da lasciare ai nostri figli. Cambiare o estinguersi.

Al ritiro delle truppe occidentali, specialmente quelle americane, dall’Afghanistan segna l’inizio dell’avanzata talebana in molte zone del Paese e mirano alla riconquista di Kabul. Già dalla morte di Osama bin Laden e dalle primavere arabe, nel 2011, l’impegno militare era venuto meno. Gli strateghi del Pentagono preferiscono osservare da remoto le potenze regionali scannarsi per il controllo della nazione.

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