75 anni repubblicani

Il 2 giugno di 75 anni fa l’Italia abbandonava il regime monarchico dopo quasi un secolo. Nonostante il referendum tra monarchia e repubblica, si votò anche per la formazione dell’Assemblea Costituente per dotare l’Italia di una nuova Costituzione. Una Costituzione più moderna, più rigida, votata e non concessa. Nei decenni successivi l’Italia passò da un Paese sconfitto a una potenza mondiale. Ripercorriamo insieme i passi fondamentali degli ultimi 75 anni, decennio dopo decennio, immagine dopo immagine, in una raffica di scatti con il flash.

1946 – GLI ALBORI

Il 2 giugno gli italiani sono chiamati al voto e tornati a libere elezioni dopo vent’anni di fascismo, una guerra coloniale, una guerra mondiale ed una guerra civile. Per la prima volta in Italia votarono anche le donne. I maschi con età maggiore ai 21 anni avevano diritto di voto già dal 1918, dopo la Prima Guerra Mondiale.

A quelle votazioni parteciparono tutti i partiti politici che formavano il CLN, Comitato di Liberazione Nazionale. La risicata vittoria repubblicana sulla conservazione monarchica segnò una nuova era. L’esito democristiano consegnò l’Italia nell’influenza americana.

ANNI ’50-’60 – BOOM ECONOMICO

Il successivo ventennio, grazie agli aiuti del Piano Marshall, l’Italia divenne una delle sette potenze mondiali. Le Fiat 500 e le Vespe simboleggiarono la rinascita. Autostrade, strade, ponti, viadotti, porti, città videro la luce dopo le macerie. Non solo boom economico, ma anche sociale, culturale e demografico: la celebrazione della musica italiana con il Festival di Sanremo, il cinema neorealista dominante a Hollywood, i tagli nelle tele di Lucio Fontana. L’aumento di domanda di energie sprona gli enti nazionali a cercare nuove fonti energetiche. Da una parte gli intrecci internazionali di Enrico Mattei per l’ENI e dall’altra la costituzione dell’ENEL e la diga del Vajont costruita dalla SADE.

ANNI ’70 – GLI ANNI DI PIOMBO

L’assassinio del presidente della DC Aldo Moro, il 9 maggio 1978 da parte delle Brigate Rosse, rappresentò l’apice degli anni di piombo. Tutto ebbe inizio nel dicembre 1969 con l’attentato di Piazza Fontana, la fine dell’età dell’Innocenza. Seguirono molte bombe da parte del terrorismo nero e attentati all’élite culturale, politica ed economica del Paese da quello rosso.

In risposta, il Ministero di Difesa e Interni formarono gruppi speciali di Carabinieri (GIS – Gruppo di Intervento Speciale), Polizia (NOCS – Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) e Guardia di Finanza (ATPI – AntiTerrorismo – Pronto Intervento). Tutto creato dalla coesione nazionale dei principali partiti politici: dalla Democrazia Cristiana al Partito Socialista, passando per il Partito Repubblicano e Partito Liberale, con il supporto del Partito Comunista.

Dopo il 1980, con alle spalle 140 attentati neofascisti di cui l’ultimo alla stazione di Bologna il 2 agosto, niente più attacchi, niente più colpi di pistola, niente più esplosioni sui civili.

ANNI ’70 – AUSTERITY

1973, Medio Oriente. Guerra del Kippur tra Egitto-Siria e Israele. L’OPEC, l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, in sostegno degli Stati arabi, aumentarono il prezzo del greggio e dei suoi derivati e impose l’embargo commerciale nei confronti dei Paesi filo-israeliani, ossia gran parte dell’Occidente. L’Italia rispose con il divieto di circolazione dei mezzi a motore in determinati giorni come la domenica, permettendo così a ciclisti, pedoni e cavalieri la conquista di arterie cittadine ed extraurbane.

1982 – SUL TETTO DEL MONDO

12 luglio 1982, volo presidenziale di ritorno da Madrid. I protagonisti, da destra a sinistra in senso orario: Sandro Pertini, Enzo Bearzot, Dino Zoff e Franco Causio si sfidarono a una partita a scopone. Ad assistere a quella curiosa partita la Coppa del Mondo conquistata la sera prima nella finalissima del Santiago Bernabéu contro la Germania Ovest per 3-1. A segno Paolo Pablito Rossi, Tardelli e Altobelli. I ragazzi del ct Bearzot, guidati da capitano Zoff, regalarono un’estate magica ai tifosi italiani. Anche se a rubare la scena al triplice fischio fu proprio il Capo di Stato.

1992 – LA CADUTA DI UNA REPUBBLICA

1992, Milano. Dal Palazzo di Giustizia uscivano ed entravano volanti della Polizia con avvisi di garanzia e politici locali ed imprenditori. Il pool di Mani Pulite, formato dai magistrati Antonio di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, mise sotto i riflettori e di fronte all’opinione pubblica il legame politico-economico della Prima Repubblica. Milano sarà poi conosciuta come Tangentopoli, la città delle tangenti. Il quadripartito (DC, PSI, PSDI e PLI) crollò alle elezioni politiche della primavera del ’92, e proprio quella tornata, nota come “elezioni terremoto”, fece entrare formazioni politiche prima escluse dal panorama nazionale come la Lega Nord di Bossi e La Rete.

1994 – LA VITTORIA DELL’OUTSIDER

26 gennaio 1994, l’imprenditore Silvio Berlusconi comunicò l’entrata in politica con un video che fece storia. A poche settimane dalle elezioni del 1994 fondò un nuovo partito di centro-destra, Forza Italia, che, assieme a Alleanza Nazionale di Fini e la Lega Nord di Bossi, diede vita alla coalizione di centro-destra. Televisione, radio, editoria, edilizia, calcio, nulla era escluso dal suo impero e decise di entrare in politica per difendere il Paese dall’avanzata rossa e tutelare i propri interessi. Non a caso, alla vigilia della finale mondiale di USA ’94, il suo Ministro della Giustizia Alfredo Biondi propose un decreto salvaladri che favoriva gli arresti domiciliari nella fase cautelare per la maggior parte dei crimini di corruzione. I successivi vent’anni dalla sua ascesa saranno ricordati con il termine berlusconismo, l’anticamera al populismo.

ANNI 2000 – ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE

11 settembre 2001, Nord America. Gli Stati Uniti in fiamme e sotto attacco aereo. Le Due Torri Gemelle, un’ala del Pentagono e uno schianto in Pennsylvania, questi furo gli obiettivi colpiti. L’Occidente era in guerra contro Osama Bin Laden, il quale morirà un decennio più tardi nel Pakistan settentrionale. Il presidente Bush (figlio) fece entrare in vigore l’articolo 5 della Costituzione NATO, ossia qualsiasi attacco a un Paese membro dell’Alleanza era da considerarsi un attacco diretto all’intera Alleanza del Nord Atlantico. L’Italia, da Paese membro, entrò attivamente nell’Operazione Enduring Freedom in Afghanistan e Operazione Antica Babilonia in Iraq. Il 12 novembre 2003, il deposito di munizioni della base “Maestrale” fu attaccato da un camion carico di esplosivi. Nella detonazione morirono 12 carabinieri, 5 militari italiani e due civili italiani. Per un totale di 28 persone morte, 19 italiane e 9 irachene.

2018 – L’INIZIO DELLA TERZA REPUBBLICA

Notte tra 4 e 5 marzo 2018, Roma. Il MoVimento 5 Stelle con candidato premier Luigi Di Maio divenne primo partito italiano con il 33% di preferenze. L’esito positivo non si rivelò utile a costituire un Governo pentastellato. Si scelse quindi di creare un contratto di governo con la Lega di Salvini. Scelsero un professore universitario di diritto privato presso l’Università di Firenze, Giuseppe Conte, già candidato con il M5S come ministro della Pubblica Amministrazione, come Primo Ministro. Fu scelto come mediatore tra le due componenti del Governo giallo-verde.

2020 – CONTAGIO DA SPIRITO NAZIONALE

18 marzo 2020, Bergamo. Nella sera un lungo convoglio militare dell’Esercito sfilò per le strade di Bergamo, la città italiana più colpita dal coronavirus. Gli italiani erano chiusi in casa dalle misure restrittive anti COVID e, nonostante il lockdown, un nuovo agente si stava diffondendo: lo spirito di nazione. Si diceva che ne saremo usciti migliori. O forse no.

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