Il calcio e le donne: quando gli antipodi si uniscono

Nell’immaginario collettivo le donne e il calcio sono due mondi distanti, ma la realtà é un po’ più diversa, ed é la storia a dimostrarci questo.

La prima partita tra donne, venne giocata nel 1895 a Londra e si stima che ad assistere siano state circa 10.000 persone, il tutto cominciato grazie a un annuncio sul giornale di Nettie Honeyball e che ha portato alla nascita di British Ladies’ Football Club.

Successivamente nel 1920 sempre in Inghilterra si gioca la prima partita internazionale tra le Dick Kerr’s Ladies e una squadra francese con una affluenza di 25.000 persone. Una partita che avrebbe potuto segnare il punto di partenza per il calcio femminile, se non fosse perché nel 1921 The Football Association Inglese vieto alle donne di giocare nei campi delle squadre affiliate, divieto che si espanse nel continente e nel 1941 raggiunse anche il Brasile . 

CALCIO FEMMINILE IN ITALIA

Le prime squadre nascono a Trieste nel 1946, qualche anno più tardi nel 1965 a Milano vengono fondate altre due squadre, grazie a Valeria Rocchi e il sostegno del presidente dell’Inter Angelo Moratti. Poco a poco cominciano a nascere nuovi club in tutto il paese, cosi nel 1968 venne creata la Federazione Italiana Calcio femminile che da vita al primo campionato nazionale, vinto dal Genova. 

Ma la FICF ha avuto una vita breve, perché nel 1970 molte delle società che ne facevano parte, decidono di abbandonare questa e dare vita alla Federazione Italiana Femminile Giuoco Calcio (FIFGC). Un ulteriore cambio a livello organizzativo arriva nel 1986 quando il calcio femminile entra a far ufficialmente parte della FIGC, il che porterà all’organizzazione che conosciamo oggi. 

Il primo mondiale di calcio femminile venne organizzato nel 1970 in Italia, anche se questo non venne riconosciuto dalla FIFA, è stato di grande importanza per risvegliare l’interesse degli spettatori nella divisione femminile. Gli anni a seguire sono marcati dalla lotta delle giocatrici per un maggiore riconoscimento a livello sportivo ed economico.

Tra le stagioni 2008/09 e 2017/18 c’è stato un aumento del 40% di tesserate, soprattutto Under-18 e si sono registrate 667 società di calcio femminili. Un ottimo segnale di interessamento riguarda l’ente organizzatore dei campionati di Serie A e B, ovvero la FIGC direttamente, dalla stagione 2018/19, insieme alla Coppa Italia, Campionato Primavera (maschile) e Supercoppa italiana ed ovviamente i due massimi campionati italiani maschili.

A oggi 12 delle 24 squadre di Serie A e B sono legate a un club professionistico maschile. Una debolezza del sistema calcio in Italia è proprio questo: le calciatrici non sono ritenute professioniste ma bensì dilettanti. Anche se si stanno facendo passi verso il professionismo almeno per le società in Serie A.

L’amore per il calcio femminile ha una data d’inizio e un luogo di nascita: 13 novembre 2017, stadio Giuseppe Meazza, Milano. Si giocava Italia – Svezia in quella fredda sera l’Italia del ct Giampiero Ventura mancò l’approdo al Mondiale in Russia 2018, dopo quasi 70 dall’ultima volta, da quella Coppa del Mondo giocata in Brasile nel 1950.

Seconda tappa. 8 giugno 2018, stadio Artemio Franchi, Firenze. Italia – Portogallo 3 – 0. A sei giorni dalla FIFA World Cup, le Azzurre vendicarono la notte nera di novembre con una storica qualificazione al mondiale di Francia 2019 con una giornata d’anticipo del proprio girone.

Terza tappa. 9 giugno 2019, Stade du Hainaut, Valenciennes. Un anno dopo aver ritirato il pass per il campionato mondiale, le Azzurre guidate da Milena Bartolini esordirono vincenti contro l’Australia 2-1. La doppietta di Bonansea fece innamorare tutti ed il calcio femminile finì sotto il riflettore di tutta Italia.

ARBITRAGGIO FEMMINILE

Se per le giocatrici non è stato facile, la strada delle donne arbitro non è sicuramente una passeggiata. Le donne che si ritrovano ad arbitrare sia a livello nazionale che internazionale, devono fare i conti con un mondo a maggioranza maschile, dove i commenti sessisti non si fanno mancare, nonostante questo la presenza delle donne arbitro si fa sentire sempre di più.

10 maggio 2021, 38° giornata di Serie B, Reggio Calabria, un giorno che passerà alla storia del calcio italiano. Sul campo dell’Oreste Granillo a dirigere Reggina – Frosinone è Maria Marotta, primo arbitro donna del campionato cadetto. Aveva già diretto gare di calcio maschile tra Primavera e Serie C, e una di Coppa Italia (Terzo turno eliminatorio Cosenza – Montopoli 2-1, 28 ottobre 2020).

In Europa ci sono già state direttrici di gare maschili, di cui la prima è stata Stéphanie Frappart per la UEFA Champions League (Juventus – Dynamo Kyiv 3-0, 2 dicembre 2020) e Supercoppa UEFA 2019 Liverpool-Chelsea 2-2 (5-4 d.c.r.). Il 3 dicembre 2020 per il calcio europeo è arrivata un’altra svolta, la prima gara diretta da un trio tutto femminile: Kateryna Monzul, Oleksandra Ardasheva e Maryna Striletska, per la partita di UEFA Europa League Gent-Liberec.

Le designazioni vengono fatte per merito e queste donne meritano grandi elogi per il duro lavoro e la dedizione che le hanno portate a questo livello

Roberto Rossetti, capodesignatore UEFA

Non è una novità di questa stagione vedere un direttore di gara o assistente donna. E’ dal 2014/15 che la greca Chrysoula Kourompylia viene designata regolarmente, mentre l’inglese Sian Maassey-Ellis è assistente nella seconda competizione europea e Nations League dal 2019. In Bundesliga, il massimo campionato tedesco, è una realtà consolidata l’arbitraggio femminile e Bibiana Steinhaus, ritiratasi nel 2020 oggi lavora in sala VAR (Video Assistant Referee) per le partite di Champions League.

Anche nel caso del calcio a cinque, la UEFA Futsal Champions League nella gara tra United Galati-Dolphins Ashdod le russe Irina Velikanova e Tatiana Boltneva sono state le prime due arbitre nella storia del futsal europeo.

PER SAPERNE DI PIU’

Mattia Ferrari – Eduarda Delgado

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