EDITORIALE : PALESTINA

NUOVE VIOLENZE E REPRESSIONE CONTRO IL POPOLO PALESTINESE DA PARTE DEI COLONI SIONISTI ISRAELIANI

Le celebrazioni del Jerusalem Day, giornata dedicata alla “riunificazione”, ossia all’occupazione israeliana della Gerusalemme est fin dal 1967, sono iniziate tra il 9 e il 10 maggio con violenti scontri tra la polizia israeliana e i palestinesi. La Spianata delle moschee è diventato il campo di battaglia: lacrimogeni, proiettili di gomma e granate stordenti sparati dalla polizia hanno ferito centinaia di Palestinesi, come già sta succedendo alla Porta di Damasco e nel quartiere di Sheikh Jarrah.

Le tensioni tra i coloni sionisti israeliani e il popolo palestinese che resiste sono sempre state alte, ma dal 13 Aprile, con l’inizio del Ramadan, la repressione e la violenza sono aumentate. L’attacco inferto al quartiere storico di Sheikh Jarrah da parte di un gruppo israeliano in seguito a sfratti ed espulsioni dei palestinesi dalle loro casa, ma anche gli attacchi ai luoghi sacri islamici come la moschea Al Aqsa e la Cupola della roccia del 7 maggio, sono solo gli ultimi esempi di come la repressione sia aumentata durante queste settimane.

Le autorità israeliane il 7 maggio hanno preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa, una delle più importanti al mondo, sparando proiettili di gomma e lacrimogeni contro i credenti in preghiera e tirando bombe stordenti fin dentro alla moschea. Insieme alle forze dell’ordine anche i sionisti, coloni israeliani, nonché ‘cittadini onesti’ secondo il governo israeliano, hanno attaccato, saccheggiato e depredato la moschea.

Da 3 settimane anche nel quartiere di Sheikh Jarrah la violenza ha invaso le strade. La resistenza palestinese alla pulizia etnica che i sionisti stanno cercando di fare prosegue, contro l’oppressione della polizia e dei coloni israeliani. Sono le stesse forze politiche di estrema destra legate a Benjamin Netanyahu che forzano la mano affinché i palestinesi vengano cacciati da Gerusalemme

Quando c’è un occupante e un occupato, quando c’è un oppressore e un oppresso, chi non si espone sta dalla parte dell’oppressore. I palestinesi vivono una situazione di apartheid, segregati ed isolati, vittime di continue violenze, con le terre occupate. Tutto questo avviene nel silenzio della comunità Europea e con il sostegno degli Stati Uniti: il sostegno a Israele è stato da subito prioritario nell’agenda politica di Biden, che vede nella stessa un alleato strategico per la tenuta dei loro interessi imperialistici in tutta l’area medio-orientale.

Per questo noi crediamo nella libertà dei Palestinesi, un popolo oppresso da decenni che non abbassa la testa e continua a resistere alle continue violenze. Non scegliamo il silenzio ma diamo la nostra solidarietà con il popolo in rivolta, sfrattati dalle loro case, colpiti nelle loro moschee, ma mai piegati sotto la dittatura imperialista della politica israeliana.

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