L’ITALIA E’ RIMASTA LIBERA DAL 1945?

” La libertà non è un regalo: è una conquista.”

Asa Philip Randolph

Oggi 25 aprile 2021 festeggiamo l’anniversario della liberazione d’Italia dal regime fascista e dall’occupazione nazista avvenuta il 25 aprile 1945. 76 anni dopo, però, ci troviamo a ricordare un evento storico che può coincidere con una “liberazione” attuale anche se lenta e graduale. Il 25 aprile 2021 è la vigilia del giorno in cui l’Italia prova a ripartire gradualmente tingendosi per la maggior parte di zone gialle, dopo mesi di chiusure serrate a causa del virus SARS-COV-2 che viaggia ancora molto veloce.

COSA E’ SUCCESSO IL 25 APRILE 1945?

Benito Mussolini and Adolf Hitler watch a Nazi parade staged for the Italian dictators’s visit to Germany.

Il 25 aprile 1945 si concluse un periodo di liberazione durato quasi due anni, iniziato con l’Operazione Husky, ossia lo sbarco degli Alleati sulle coste della Sicilia meridionale nell’estate ’43, anche con la complicità di Cosa Nostra. L’Italia era stata individuata come l’anello debole dell’Asse. La fine formale del Governo Mussolini (25 luglio 1943) e la resa firmata il 3 settembre e resa nota l’8 faceva sprofondare il Paese verso una sanguinosa guerra civile. Lo sfondamento della linea Gustav (18 maggio 1944) fece pensare ad una rapida liberazione della penisola, invece lo stallo sulla linea Gotica, l’enorme linea difensiva sull’Appennino tosco-emiliano, fece cambiare piani. Il 25 aprile 1945 il CLNAI, il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia, con sede a Milano, proclamò la liberazione della città e l’insurrezione di altri centri occupati dai nazifascisti entro i primi di maggio. Bologna fu liberata il 21 aprile, Genova il 23 e Venezia il 28. L’ordine rilasciato fu di attaccare i presidi fascisti e tedeschi della Repubblica sociale di Salò. La resa delle truppe nazifasciste arrivò solo il 3 maggio, come concordato dalla resa di Caserta del 29 aprile. 

Il 25 aprile è una data che ha segnato il periodo socio-politico successivo: la fine di una dittatura, la nascita della Repubblica, i protagonisti partigiani ricopriranno un ruolo di primo piano sul palcoscenico nazionale fino alla caduta della Prima Repubblica, come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, entrambi Capi di Stato. Leader carismatici che non solo portarono la Nazione verso la democrazia, ma diedero un contributo essenziale in periodi estremamente difficili e rivoluzionari: il boom economico, il Sessantotto, gli anni di piombo, gli scandali della P2 e di Tangentopoli.

COSA SUCCEDE IL 25 APRILE 2021?

Nel 2021 il 25 aprile rappresenta la fine di un periodo iniziato ad ottobre 2020 in cui l’Italia ha visto crescere rapidamente l’andamento dei contagi e decessi da Covid e, in conseguenza a questa situazione, ha assistito alla chiusura rapida di gran parte delle attività economiche ed a restrizioni stringenti per altre. Questo periodo ha avuto inizio con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, emanato il 24 ottobre 2020. Esso prevede:

  • sospensione delle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.
  • sospensione dell’attività di cinema e teatri.
  • incremento della didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori che diventa pari al 75% con sospensione delle uscite didattiche, dei viaggi d’istruzione e iniziative di scambio o gemellaggio.
  • le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.
Conferenza stampa di Conte, 3 novembre 2020

Il DPCM del 24 ottobre 2020 è stato poi sostituito con quello che è entrato in vigore dal 6 novembre 2020 al 3 dicembre 2020 e che ha previsto la divisione dell’Italia in 3 aree di 3 colori differenti (gialla, arancione e rossa), ciascuna con delle proprie misure restrittive ed è stato introdotto il coprifuoco in vigore dalle ore 22 alle ore 5 del mattino. I cittadini quindi potevano spostarsi in questa fascia oraria soltanto per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o salute con un’autocertificazione.

L’area gialla racchiude le regioni con criticità moderata e prevede: chiusura dei negozi nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita di genere alimentare, tabaccherie ed edicole al loro interno, didattica a distanza per tutti gli studenti delle scuole superiori, chiusura di bar e ristoranti dopo le ore 18.00, con asporto consentito fino alle 22.

L’area arancione racchiude le regioni con una criticità definita medio-alta e prevede: divieto di spostamento da un comune all’altro e da una regione all’altra se non per comprovati motivi lavorativi, di salute o necessità e consentiva gli spostamenti all’interno del comune, chiusura di bar e ristoranti 7 giorni su 7 con asporto consentito fino alle 22.

L’area rossa racchiude le regioni con una criticità alta e prevede: divieto di spostamento anche all’interno del proprio comune, oltre che tra comuni e tra regioni. Restano aperte solo le attività di edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. La didattica a distanza viene estesa anche alle classi seconde e terze della scuola media.

Successivamente nel mese di dicembre e gennaio , nei giorni di festività, l’Italia intera si è tinta di rosso con la possibilità di spostarsi in un numero massimo di 2 persone per far visita a parenti/amici una sola volta al giorno.

Conte e Draghi, passaggio della campanella, 13 febbraio 2021

Nel mese di gennaio le regioni in base alla loro criticità, cambiavano o restavano nell’area corrispondente. Il 26 gennaio 2021, però, il presidente Conte si è dimesso. A lui è susseguito Mario Draghi, ex presidente della BCE, a capo di un Consiglio dei Ministri straordinario, istituito per far fronte alla situazione d’emergenza dovuta alla pandemia.

La divisione a zone è rimasta in vigore fino al decreto del 2 marzo 2021 con cui è stata introdotta la zona bianca in cui le restrizioni anti-COVID previste per la zona gialla non sono state attuate, tranne per gli eventi in cui avvengono assembramenti come discoteche, fiere, congressi e pubblico negli impianti sportivi. La zona bianca è stata applicata solo alla regione Sardegna, la quale presentava un indice di contagiosità molto basso ed è rimasta in vigore per la durata di 2 settimane. Questo decreto prevedeva che l’Italia fosse dipinta solo di zone arancioni e rosse, eliminando la zona gialla fino al 30 aprile 2021. Ma dato il miglioramento della situazione pandemica, le zone gialle con riaperture parziali sono state anticipate al 26 aprile 2021. Infatti, in questa giornata, la penisola diventa per la maggior parte di colore giallo, con didattica in presenza anche per le scuole superiori, apertura di bar e ristoranti all’aperto fino alle ore 22, con coprifuoco ancora in vigore. Lo stato d’emergenza è prolungato fino al 31 luglio, con la permanenza del coprifuoco solo se i dati non miglioreranno.

Simbolo della campagna vaccinale italiana

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella invoca unità nazionale, ora più che mai. E’ un 25 aprile speciale, in cui ricordiamo una liberazione già avvenuta e speriamo che si avveri una dal virus nel futuro più vicino possibile. Questa volta però la via d’uscita non saranno le armi, ma le vaccinazioni.

ORNELLA LUISA DECORATO- MATTIA FERRARI

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