Il caso mediatico di Astrazeneca (o Vaxzevria)

Dopo poco più di un anno di pandemia siamo riusciti ad ottenere l’immissione in commercio di 3 vaccini: Pfizer-Biontech e Moderna, entrambi sviluppati negli Stati Uniti ed Astrazeneca (recentemente nominato Vaxzevria), sviluppato nel Regno Unito. Sappiamo che a breve potrebbe esserci la somministrazione di un altro vaccino, il Johnson&Johnson, per ora somministrato solo negli Stati Uniti. Ancora lontana sembra invece l’approvazione del vaccino russo Sputnik V, per il quale l’Ema ha appena iniziato un’indagine per verificare se siano stati rispettati correttamente tutti i trials di sperimentazione.

Di tutti questi vaccini sappiamo bene qual è stato il più incline a creare dubbi e ripensamenti nella popolazione mondiale: il nome dell’AstraZeneca ha occupato le prime pagine di tutte le testate giornalistiche, piccole e grandi.

I vantaggi e gli svantaggi di Astrazeneca

L’ultimo approvato dei tre vaccini attualmente in uso è partito all’inizio con un parziale svantaggio per efficacia: si parlava di circa il 60% dopo la somministrazione della prima dose, per poi scoprire che si poteva arrivare all’82% con la somministrazione della seconda (con un intervallo di 14 giorni tra le due dosi). Pfizer e Moderna superavano invece il 90% di efficacia dopo la somministrazione di entrambe le dosi. Nonostante ciò Astrazeneca era ottimo da poter somministrare nelle fasce over 18 e risulta anche il vaccino meno costoso (1,78 euro a dose, contro i 12 euro di Pfizer/Biontech e i 14,7 di Moderna).

Come funzionano i tre vaccini?

I primi due vaccini sono a mRNA. Che cosa vuol dire? In poche parole, viene inserito nell’uomo l’RNA messaggero del virus, che contiene le informazioni per costruire le proteine Spike virali che portano all’attivazione del sistema immunitario. All’interno dell’organismo vaccinato però viene inserito solo questo “pezzo” del Covid-19, mancano quindi tutte le altre parti virali che porterebbero il virus a replicarsi nell’organismo e a infettarlo. Pertanto il vaccino non può in alcun modo provocare COVID-19 nella persona vaccinata.

Come viene inserito questo mRNA? C’è bisogno di una sorta di “veicolo” che permetta all’mRNA di restare integro per inserirsi correttamente nell’organismo da vaccinare. Pfizer e Moderna utilizzano una vescicola lipidica, ossia una minuscola bollicina che permette all’mRNA virale di non essere distrutto dal sistema immunitario dell’ospite, essendo un corpo estraneo.

Astrazeneca invece è un vaccino che utilizza un adenovirus modificato (o meglio, indebolito). Che cosa vuol dire? L’adenovirus in questione è un adenovirus che infetta gli scimpanzé provocando raffreddore. Esso viene privato delle caratteristiche che lo rendono “infettivo” e all’interno viene inserito l’intero gene che codifica per la proteina Spike del Covid-19.

La scelta di un virus infettivo verso gli animali, invece che per le persone, è stata necessaria per garantire l’efficacia del vaccino. Infatti, nel secondo caso poteva accadere che il sistema immunitario dell’uomo avesse già avuto modo di contrarre quel virus e di sviluppare le proprie difese.

Non è comunque una novità utilizzare un altro virus reso innocuo come vettore di una “informazione virale” da inserire: anche il vaccino per l’ebola si basa su questo meccanismo.

I media ed Astrazeneca

Nonostante l’utilità del vaccino, è stata fatta negli ultimi tempi una vera e propria campagna di terrorismo mediatico su di esso. Dopo la comparsa di effetti collaterali non noti inizialmente (assolutamente normale per un vaccino ancora in fase di sperimentazione*), l’opinione pubblica mondiale ha iniziato ad allarmarsi e molte testate giornalistiche hanno sfruttato l’onda di panico generale per inserire titoli clickbait, spesso mal espressi.

Ad oggi, sappiamo che l’Ema ha aggiunto tra gli effetti collaterali di questo vaccino alcuni episodi rari (uno ogni due milioni e mezzo) di trombi associati a una ridotta conta piastrinica. E’ questo un caso clinico ben specifico, diverso dalla trombosi comunemente intesa, per la quale non si riscontra un aumento di casi nei vaccinati.

Sicuramente un’insufficiente divulgazione scientifica, accompagnata da una cattiva comunicazione mediatica, ha contribuito ad aumentare il senso di sfiducia generale che già c’era verso i vaccini, causando in particolare un vero e proprio terrore nei confronti di Astrazeneca.

A cura di Miriana Di Gloria

*Il protocollo sperimentale di un vaccino prevede come ultima fase di sperimentazione l’immissione in commercio di questo, per valutarne il rapporto rischi/benefici su una più ampia scala. La sperimentazione può essere interrotta in qualsiasi momento per ulteriori controlli; successivamente può poi riprendere o meno.

Fonti: https://www.humanitas.it , https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/ema-possibile-legame-fra-casi-rari-di-trombosi-legati-e-vaccino-astrazeneca-ma-nessuna-limitazione, https://www.aboutpharma.com/blog/2020/12/18/i-prezzi-dei-vaccini-nellue-astrazeneca-il-meno-costoso-moderna-il-piu-caro

Pubblicato da Miriana Di Gloria

Frequento il secondo anno di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Ferrara. Ho maturato la mia passione per la scrittura a 10 anni, ma per il giornalismo solo da qualche anno. Ora cerco di coinciliare le mie due passioni scrivendo articoli, di solito scientifici, per l'Ariosteo Magazine.

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