Editoriale: l’isteria del politically correct

Cos’è?

Vengono definiti come politicamente corretti una serie di comportamenti e modi di dire improntanti al pieno rispetto dell’identità politica, etnica, religiosa, sessuale, sociale, ecc. di altri soggetti.

E’ la forma di pensiero dominante degli ultimi anni, sta cercando di essere più inclusiva e riparatrice degli scorsi decenni, o addirittura secoli. Si sta agendo come se la caratteristica unica dell’essere umano, ovvero il linguaggio, possa riparare alle azioni stesse, anche se ai fatti non corrisponde, facendo sfociare in questo modo il politicamente corretto nell’ipocrisia.

Analisi

Il politicamente corretto è un’arma a doppio taglio: integra ed esclude allo stesso tempo. E’ una trappola poichè imbriglia ed impedisce di avere ed intrattenere relazioni e conversazioni libere. Ultimamente l’onta del politicamente corretto si sta scagliando contro opere letterarie, cinematografiche e videoludiche. Infatti, nel giugno 2020, HBO ha rimosso temporaneamente Via col vento (1939) dalla sua piattaforma in streaming HBO Max, per poi aggiungere una spiegazione della scena ritenuta razzista. Successivamente anche la serie tv della NBC Friends chiese scusa per la mancanza di diversità nel cast di attori e attrici. Anche la Disney ha partecipato a questa censura: ha fatto precedere a film come Gli Aristogatti (1970), Peter Pan (1953) e Dumbo (1941) un comunicato per informare della presenza di contenuti offensivi e stereotipi lesivi. La stessa Disney suggerisce la visione a bambini sopra i 7 anni o affiancati da un genitore capace di spiegare quegli stereotipi. A febbraio 2021 Youtube ha bloccato, anche se solamente un giorno, il canale social di Agadmator, un appassionato di schacchi. Ciò è avvenuto perchè nel gioco “il bianco schiaccia il nero”, quindi giudicato razzista dagli algoritmi. Poi è toccata alla Unilever che ha tolto il termine “normale” dagli shampoo perchè ritenuta discriminante e non inclusiva, inoltre ha promesso di inserire più gruppi etnici sulle confezioni. Ultima in ordine temporale è stata una pubblicità del colosso di fast food Burger King che, sul suo profilo Twitter britannico, ha promosso borse di studio per donne chef con lo slogan Women belog in the kitchen, assediato per la data d’uscita: 8 marzo.

Commento

Nel XXI secolo il mondo è cambiato ad una velocità strabiliante, e con esso la lingua si evolve, muta e si adegua alle nuove circostanze. Le nuove parole sono dettate dal politicamente corretto, ma è vero che ci salverà?

Si immagini il linguaggio come se fosse una malattia. Ognuna di esse ha cause, sintomi e conseguenze, in questo caso il politically correct. Fin troppo ci si concentra sulla sua manifestazione ma non sulla radice che causa queste discriminazioni. Banalmente la fonte può essere l’educazione che i bambini ricevono dagli adulti ed il sistema scolastico del Paese in cui ognuno di noi cresce.

Il Politically Correct rappresenta un bene e può essere una svolta epocale, ma quando domina la società fino a trasformarsi in una spada di Damocle su ognuno di noi, bisogna diventare politicamente scorretti.

Razzismo, sessismo, omofobia e xenofobia scompariranno dal genere umano perchè si cambiano parole sul dizionario? Fino a produrre termini grotteschi o censure?

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