LA NASCITA DELL’ISLAM

Siamo intorno al 570 d.C. Secondo la tradizione musulmana, che in questo articolo sarà adottata per il resoconto degli eventi, Muhammad ibn ‘Abd Allah (Maometto) nacque a Mecca (la famosissima città santuario dell’Arabia Occidentale). La situazione politica della penisola arabica in quegli anni era assai poco articolata rispetto alla complessità a cui in altre aree si era pervenuti sul piano dell’organizzazione socio-politica: nel bacino del Mediterraneo permaneva l’Impero Romano d’Oriente, mentre appena più a est i territori erano controllati dall’impero Sasanide e in Europa erano sorti i famosi regni-romano barbarici ed alcuni erano ancora formalmente “vassalli” dell’imperatore d’Oriente.

Inoltre, entrambi gli imperi esercitavano una qualche sorta di controllo sull’Arabia. Infatti, data la lontananza della regione dai rispettivi centri di potere, bizantini e sasanidi non optarono per un controllo diretto tramite il dislocamento di contingenti e apparati burocratici per riscuotere le imposte, ma si fecero bastare alleanze con capi tribù locali e i loro relativi favoreggiamenti agli interessi (soprattutto commerciali) dell’una o dell’altra parte in cambio di denaro, armi e titoli di proprietà. Tenevano d’occhio la situazione insomma, attenti che i loro principali concorrenti non aumentassero troppo il controllo sulla penisola.

L’impero bizantino, infatti, riusciva a far giungere nei suoi domini merci indiane/cinesi come seta, cotone, pepe e altre spezie, incenso proveniente dall’Arabia del Sud, via mare a bordo di navi che costeggiavano la penisola facendo tappa nei principali porti di Muza e Kane per poi essere caricate su carovane che attraverso il deserto giungevano nel mondo mediterraneo. Una soluzione questa per i bizantini molto vantaggiosa, considerato il fatto che la cosiddetta “Via della Seta”, la via commerciale che collegava i mercati asiatici a quelli europei, attraversava per intero l’impero sasanide e quindi effettuare gli scambi tramite essa avrebbe comportato enormi costi per i romani a causa delle imposte sul commercio.

Ecco una mappa molto utile per orientarsi a livello geografico.

Per quanto riguarda le strutture sociali della penisola Arabica, in quanto territorio quasi completamente desertico, ancora i suoi abitanti non avevano costruito comunità complesse, fatta eccezione per le zone come lo Yemen o l’Oman che beneficiavano dell’umidità proveniente dall’Oceano Indiano e potevano disporre di sorgenti d’acqua montane. Il resto degli abitanti della penisola si era organizzato in tribù, nomadi e non, che alternavano alleanze ed accordi di reciproco sostegno, vista l’asperità del territorio dove vivevano, a conflitti armati soprattutto per motivi commerciali. Vi erano disseminate qua e là alcune oasi, sovrastanti delle falde acquifere, che permisero lo sviluppo di comunità al loro interno, anch’esse però limitate alla realtà tribale. La più importante per la storia di Muhammad è l’oasi di Yathrib (Medina). Religione principale dell’Arabia era un politeismo naturalistico, anche se vi erano disseminate qua e là alcune comunità ebraiche in varie città della penisola (ormai da tempo era iniziata la diaspora) e altri nuclei cristiani soprattutto nelle regioni dello Yemen e nel prospiciente regno di Axum, in Etiopia, alleato dell’Impero bizantino. Il santuario principale si trovava a Mecca e consisteva nel tuttora famosissimo cubo di colore nero, la Ka’ba, consacrato al culto del dio pagano Hubal. Nei secoli l’adorazione della struttura traslò poi sull’adorazione di Allah e la sua costruzione viene tradizionalmente attribuita dai musulmani ad Abramo.

 Quanto segue è ciò che il Corano racconta riguardo alla tortuosa vita del profeta.

Muhammad nasce a Mecca attorno al 570 d.C. Apparteneva al clan Hashim della Tribù di Quraysh, la tribù dominante a Mecca e che presiedeva alle funzioni religiose. La realtà cittadina di Mecca era alquanto articolata in quanto meta di molti pellegrini, cosa che fece ovviamente fiorire il commercio al suo interno. Sin da giovane Muhammad prese parte attivamente alle attività religiose. In maturità gran parte componenti della sua tribù gli riservarono molta stima per la sua intelligenza ed onestà. Tuttavia cominciò a farsi sentire fortemente in lui il bisogno di meditazione e quindi iniziò ritirarsi periodicamente per operare un’analisi della sua vita. Secondo la tradizione fu proprio in uno di questi ritiri che, circa nel 610, iniziò ad avere delle rivelazioni da Dio tramite l’arcangelo Gabriele. Le parole che sentì in queste numerose visioni furono poi trascritte letteralmente dai Credenti negli anni. Inizialmente Muhammad si disse spaventato da questi episodi mistici, che molto spesso portavano con loro convulsioni e dispnee, ma il protrarsi di tale fenomeno lo costrinse a considerare seriamente quello gli veniva rivelato.  Iniziò quindi a predicare pubblicamente il nuovo messaggio di Dio e ciò comportò lo scontro religioso con la sua tribù di appartenenza, offesa per il deliberato attacco al politeismo ancestrale, la “fede dei padri”. Non riuscì quindi a convincere quasi nessuno della verità del suo messaggio, fino a che alcune tribù di Medina, 325 chilometri più a nord di Mecca, rimaste colpite dalle storie che si raccontavano sulla sua predicazione, lo convocarono per risolvere le controversie della città. Favorevolmente colpiti dal suo messaggio, tali tribù gli  offrirono l’opportunità di trasferirsi insieme ai suoi seguaci e fondare una nuova comunità che avrebbe vissuto seguendo il nuovo messaggio di Dio. Sempre secondo la tradizione, Muhammad e i suoi sostenitori, immediatamente dopo l’arrivo a Medina fondarono la prima moschea.

La storia della nascita dell’Islam, tuttavia non è priva di spargimenti di sangue. La comunità di Muhammad infatti entrò in conflitto con le tribù ebraiche di Medina (Yathrib) e queste, negli anni, vennero o trucidate o espulse. Le difficoltà di approvvigionamento di cibo lo spinsero inoltre ad assaltare le carovane che viaggiavano lungo la via commerciale che collegava Mecca a Medina, decisione questa che scatenò un aperto scontro militare con la sua tribù d’origine. Tale conflitto, durato vari anni, si concluse tuttavia con l’inaspettata conquista della città di Mecca da parte della sua comunità, che si era nel frattempo ingrandita e aveva ottenuto il sostegno di molte tribù che gravitavano intorno a Mecca e a Medina. Muhammad fece rimuovere tutti gli idoli pagani dal sacro terreno della Ka’Ba e riconvertì il santuario all’adorazione dell’unico Dio. Si dice che nel 632, tornato a Medina, Mohammad cadde malato e si spense tra le braccia di Aisha, sua moglie prediletta.

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