ANCHE GLI INFERMIERI SONO EROI?

Ormai 160 anni fa in un’Italia suddivisa in stati quando si parlava di eroi si pensava a Giuseppe Garibaldi o a Cavour, coloro che desideravano a tutti costi una unità nazionale. Ad oggi nel 2021, in un’Italia suddivisa in colori, se si parla di eroi si pensa a tutti gli operatori sanitari che come obiettivo hanno quello di poter salvare più vite possibile, mettendo a rischio la propria. Ma in questi 160 anni il significato di eroe è rimasto lo stesso?

Negli anni ’60 del 1800 Garibaldi era noto per il suo straordinario carattere, per l’ ostinata fermezza dei suoi ideali, per l’assenza di egocentrismo e i suoi modi cortesi e per le sue doti cavalleresche era adorato dalle donne. Ad oggi nel 2021 la parola eroe viene associata agli infermieri, come Alessia Bonari che, con la sua foto pubblicata dopo un turno massacrante, è diventata simbolo della lotta al Covid e per questo è salita sul palco dell’Ariston di Sanremo.

Ma le parole non sempre corrispondono ai fatti. Rossella, un’Infermiera che lavora nel Pronto Soccorso di Milano viene chiamata EROINA ma non riesce a trovare una casa in affitto perché alle parole “lavoro in ospedale” i proprietari spariscono o rispondono che “preferiscono evitare”. E come lei tanti operatori del mondo della sanità sono temuti e sono ritenuti una minaccia. Oltre a non saper dove dormire per affitti di case o stanze negate, questo anno ha messo a dura prova tutti gli operatori sanitari che spesso non avevano neanche il tempo di riposare o vedere la propria famiglia. Questi sono stati e sono attualmente tutti sacrifici che però non hanno visto un riconoscimento adeguato dal punto di vista economico.

Proprio per questo motivo gli infermieri lo scorso 2 novembre 2020 hanno proclamato uno sciopero nazionale dalla durata di 24 ore per dire che non si sentono eroi e non vogliono essere definiti tali, ma che sono persone e che come tali vorrebbero veder riconosciuti i propri diritti lavorativi. Durante la giornata, infatti, gli operatori sanitari hanno richiesto delle risorse economiche dedicate e sufficienti per il riconoscimento di un’indennità professionale infermieristica mensile che riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, rese ancor più evidenti proprio dalla pandemia Covid-19. Gli infermieri, poi, hanno richiesto la disponibilità di adeguati dispositivi di protezione  in quantità necessaria e hanno dedicato questa giornata a tutti i lavoratori del sistema sanitario che hanno perso la vita in questi mesi per mancanza di protezioni, salvando quella degli altri.

In aggiunta a tutto ciò gli operatori del mondo sanitario sono avviliti e stremati da turni stancanti e senza sosta e senza la prospettiva di un ritorno vicino alla normalità. Uno di loro è Flavio, un infermiere di 30 anni della terapia intensiva, un reparto devastato dalla pandemia, stanco e avvilito dalla situazione al di fuori degli ospedali che lo porta a non vedere una fine a tutto questo.

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EROI è una parola che vogliono lasciare a chi lo è stato nel 1861, a chi ha unito l’Italia e ha combattuto per farlo. Ad oggi chi lavora in ospedale, in una casa di cura o in un ambulatorio non  si sente un eroe, ma è solo un lavoratore e cittadino che vuole essere riconosciuto come tale. Il mondo della sanità non è un mondo di eroi nel 2021 ma di persone che lavorano, con una famiglia e che vorrebbero vedere riconosciuti i propri diritti proprio come tutti gli altri. 

Ornella Luisa Decorato

FONTI

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