STEM: la scienza non è paritaria

Cosa sono le STEM?

L’acronimo STEM deriva dall’inglese e significa Science, Technology, Engineering e Math. E’ un acronimo che raggruppa tutte quelle materie basate sull’applicazione del metodo scientifico alla realtà. Chi lavora in questi ambiti sfrutta le proprie conoscenze empiriche (da Empirismo: branca filosofica che fonda la conoscenza solo sull’esperienza e sui sensi, qualsiasi cosa che trascende da essi non viene ritenuta valida) per risolvere ogni tipo di situazione critica, usando una tecnica di problem solving.

Molte volte questo acronimo viene scritto anche come STEAM, dove la A sta per Art.

Che impatto hanno nel mondo lavorativo?

Sono molte le aziende in ogni nazione che investono nelle STEM per assicurarsi un futuro brillante. Le offerte di lavoro sono sempre di più in aumento, tant’è che in alcuni casi vi è un’enorme discrepanza tra domanda/offerta: per esempio, nel 2019 erano di più le richieste di lavoro per laureati nel settore informatico che i laureati stessi per quel ruolo.

Negli ultimi anni, vi è stata un aumento delle iscrizioni nelle 65 classi di laurea in ambito tecnico-scientifico: è stata raggiunta la cifra di 94.603 iscritti nel 2020/21, ossia 2000 iscritti in più rispetto al 2019/20, quasi tutte donne.

Il gender gap

Rispetto agli scorsi anni, l’aumento delle iscrizioni femminili a queste classi di laurea sono una buona notizia, poiché erano a scelta prevalentemente maschile. Perché questo?

In un’intervista, Serena Capodicasa, la presidentessa dell’associazione culturale We STEAM di Verona, spiega da dove deriva questo divario:

“C’è chi pensa che sia una questione di semplice preferenza di genere nei confronti di materie differenti. Se così fosse, a fronte di una scelta meno indirizzata alle STEM da parte della popolazione femminile, dovremmo vedere nella popolazione maschile una forte preponderanza di scelta verso le discipline STEM. Invece, gli uomini si dividono equamente tra facoltà STEM e non STEM.” Poco più del 50% della popolazione maschile sceglie infatti le lauree STEM, mentre nel 2019/20 la percentuale delle donne iscritte sfiorava di poco il 30%, con il restante 70% indirizzato verso ambiti non STEM.

Alla base del divario, sempre secondo Serena Capodicasa, vi è un mondo del lavoro poco inclusivo e scoraggiante: ancora oggi vi è la convinzione che Scienza e Tecnologia siano “cose da uomini”, e se già le donne nelle STEM vengono retribuite di meno rispetto agli uomini (a cinque anni dalla laurea per un lavoro a tempo pieno, 1.715 euro sono percepiti dagli uomini rispetto ai 1.467 euro delle donne), le donne con figli si trovano ad affrontare ancora maggiori difficoltà. I contratti a tempo indeterminato sono poi una prerogativa del tutto maschile.

Uno scenario in netto contrasto con le loro competenze: secondo i dati di Almalaurea del 2018, le donne tendono a laurearsi con voti migliori rispetto agli uomini e la percentuale dei laureati in corso è maggiore per il genere femminile rispetto al maschile.

La scienza è anche Donna

Nonostante questo quadro lavorativo triste e scoraggiante, sono tante le figure femminili che hanno combattuto e ancora continuano a combattere per affermarsi nel mondo delle scienze. Rita Levi Montalcini, Rosalind Franklin, Dorothy Hodgkin, Margherita Hack, Marie Curie e Françoise Barre-Sinoussi sono solo alcune delle donne più famose e stimate che hanno fatto la storia della scienza. Persino la nuova ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, specializzata in Medicina Nucleare ed ex rettrice dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha avuto una difficile carriera prima di arrivare dove è ora:

Quando ho cominciato a lavorare in ospedale la discriminazione verso le donne era ancora fortissima e così all’università. Se poi hai anche il coraggio di fare figli, la lobby maschile cerca di fermarti. Io credo di essere la prova che sia possibile per una donna fare carriera in un mondo maschile e maschilista come l’Università.

Combattere il gender gap resta quindi ancora una strada tortuosa da percorrere, ma non impossibile.

Miriana Di Gloria

Fonti: https://www.almalaurea.it/system/files/news/allegati/cs_almalaurea_gender_gap.pdf, https://www.ilsole24ore.com/art/universita-lauree-stem-iscrizioni-crescita-ma-troppo-lentamente-AD8Z0nKB?refresh_ce=1, https://www.money.it/Maria-Cristina-Messa-Ministro-Universita-Ricerca, https://www.cosp.verona.it/blog/245-discipline-stem-e-donne-luoghi-comuni-da-mettere-ko.html

Pubblicato da Miriana Di Gloria

Frequento il secondo anno di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Ferrara. Ho maturato la mia passione per la scrittura a 10 anni, ma per il giornalismo solo da qualche anno. Ora cerco di coinciliare le mie due passioni scrivendo articoli, di solito scientifici, per l'Ariosteo Magazine.

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