La donna dietro il Risorgimento italiano.

Più o meno tutti, chi a scuola, chi all’università ha studiato le figure di Napoleone III, prima presidente della II Repubblica francese e poi imperatore di Francia (1848-1870), e di Camillo Benso Conte di Cavour, uno dei più influenti uomini del Regno di Sardegna; ma pochi conoscono quella che era considerata la donna più affascinante di quel periodo, Virginia Oldoini, meglio conosciuta come Contessa di Castiglioni, che da dietro le quinte, ha saputo dare una svolta alla storia italiana, intessendo un certo tipo di rapporto con questi due fondamentali protagonisti della storia dell’Ottocento.

Si tratti di gossip o di storia, questo non possiamo affermarlo con certezza, né lo affermano con certezza gli storici, ma probabilmente la dama in questione diede un contributo non indifferente al compimento dell’unità nazionale italiana.

Cugina del Conte di Cavour, la Contessa era famosa nell’alta società ottocentesca per la sua bellezza e il suo fascino, ed è per questo che suo cugino la coinvolse in un attività degna di una “dark lady” dei film noir degli anni ’40: infatti, all’interno del panorama risorgimentale italiano, Virginia Oldoini compì attività di spionaggio presso la corte dei Borbone di Francia.

Dopo la prima guerra d’indipendenza scoppiata a cavallo del biennio rivoluzionario del 1848-49, e la vittoria degli austriaci sulla dinastia Sabauda, il primo ministro piemontese avviò una intricata campagna diplomatica, cercando di ottenere sostegno da altre potenze europee contro l’Impero Austro-Ungarico. L’obiettivo di Cavour era quello di accattivarsi la Francia considerando il fatto che una eventuale vittoria dei mazziniani in Italia avrebbe risvegliato i rivoluzionari francesi; un’alleanza tra due governi liberal-democratici non poteva che arginare il pericolo di insurrezioni dei repubblicani e dei democratici.

Per convincere Napoleone III a scendere a patti con il piccolo stato sabaudo però, non erano sufficienti le doti diplomatiche del Conte: era necessario l’intervento della donna più affascinante dell’epoca, il cui compito sarebbe stato quello di sedurre l’imperatore francese e convincerlo a recarsi a Plombières, dove, effettivamente, il 12 luglio 1858 firmò un accordo segreto con il Regno di Sardegna.

Gli accordi prevedevano l’alleanza tra Francia e Regno dei Savoia nella guerra contro l’Austria, nel tentativo piemontese di annettere Veneto e Lombardia, e la cessione di Nizza e Savoia alla Francia. In realtà Napoleone III mirava a sostituire l’influenza austriaca sulla penisola con quella francese, ed è per questo che l’accordo geopolitico fallì: dopo alcune sconfitte sia i piemontesi che i francesi firmarono gli accordi di pace con l’Austria-Ungheria, e il Piemonte riuscì ad ottenere solo la Lombardia.

Quel che sappiamo su questa relazione clandestina è grazie al Journal della contessa, nel quale raccontava di sé come se stesse scrivendo un romanzo e non un diario: esalta i suoi pregi e le sue doti, racconta ogni minimo dettaglio dei personaggi illustri che frequenta, dei banchetti, delle feste, dei complimenti che riceve, senza mai parlare delle sue debolezze e dei suoi difetti.

Quel che invece, possiamo imparare da questa storia è che, ad essere ricordati sui libri di storia sono sempre i grandi statisti e i grandi condottieri, ma molto spesso la storia è fatta di “intrighi” che avvengono dietro le quinte e di cui conosciamo davvero poco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *