The dig: come trovarsi una nave in giardino

All’alba del più grave conflitto della Storia, nella tarda primavera e nell’estate 1939, a Suffolk, nell’Inghilterra orientale, una richiesta particolare portò alla luce una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi e la la più importante su suolo britannico: la nave sepolta di Sutton Hoo. Tale ritrovamento ha suscitato molto interesse dopo la distribuzione del film prodotto da Netflix a gennaio 2021 con la regia di Simon Stone, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2007 di John Preston, con Ralph Fienners nel ruolo di Basil Brown, lo scopritore.

Basil Brown all’interno dello scafo

CHI ERA BASIL BROWN?

Basil Brown (22 gennaio 1888 – 12 marzo 1977) è stato astrofilo, archeologo dilettante ed addetto allo scavo per lo Ipswich Museum. Venne0 Assoldato dalla proprietaria terriera Edith May Pretty nel 1938 per scavare i tumuli presenti nel suo terreno, che già pensava si trattasse di tombe. I Mounds (tumuli) 2,3,4 vennero scavati per primi dal team di Brown, dove trovarono i resti di un corpo cremato, resti di ferro, tra cui una testa d’ascia di ferro ed i rivetti di una nave, qualche segno del passaggio dei tombaroli. Il tumulo più grande venne scavato nella stagione 1939, sotto la quale c’era la nave con la camera sepolcrale intatta. La datazione di Brown iniziale che si trattasse del periodo vichingo, subito la corresse anticipandola all’occupazione Anglo-Sassone di VI-VII secolo, data la frammentarietà dei resti ritrovati.

Dopo aver servito nella Seconda Guerra Mondiale nel Navy, Army and Air Force Institutes e nel Royal Observer Corps (il NORAD inglese) continuò a lavorare nel Ipswich Museum. Ritiratosi nel 1961, continuò gli scavi a Broom Hills, nel Rickinghall, tra il 1964 e 1968, dove scoprì una presenza neolitica, un’altra romana ed una residenza nobiliare sassone.

Nel 1965, durante lo scavo, venne colpito da un infarto che pose fine alla sua attività di ricerca archeologica. Morì il 12 marzo nella sua casa “Cambria” a Rickinghall e cremato a Ipswich il 17 marzo.

Inizialmente, il suo nome non venne mai associato alle scoperte di Sutton Hoo, ma poi venne aggiunto a quello di Edith May Pretty nell’esposizione permanente presso il British Museum.

Basil Brown

SUTTON HOO

La barca di Sutton Hoo

Sutton Hoo ed il suo tesoro si trovano in un terreno particolarmente acido che non ha permesso la conservazione del legno e dei corpi, ma soltanto dei materiali del tesoro, come l’elmo, lo scudo, la spada ed altri oggetti. Misura 27 metri di lunghezza e 4.4 di larghezza con direzione est-ovest e, per nostra fortuna, i tombaroli non hanno trafugato la camera funeraria.

Dopo il 410, la fine dell’occupazione romana della Britannia, l’isola è stata oggetto d’invasioni da parte di molti popoli: Angli, Sassoni e Vichinghi. Inoltre ha fatto da sfondo anche a lotte interne tra i locali nobili e signori della guerra, e a conflitti religiosi tra l’affermazione cristiana ed il conservatorismo pagano. Questa nave, forse appartenuta a re Raewald di Est Anglia (599-624 d.C.), è una testimonianza del rito funebre e di un cimitero pagano, dato che sono state ritrovate 17 tombe intorno. Questo culto sarà poi sostituito dalle inumazioni nelle chiese e cattedrali cristiane. Contemporaneamente a questa sepoltura, nel 597, a 90 chilometri più a sud, sant’Agostino fondò la prima diocesi latina della Gran Bretagna, a Canterbury, nel Kent.

immagine da Assassin’s Creed: Walhalla (2020)

La prima datazione vichinga fu attribuita, erroneamente, questi avevano lasciato un’eredità maggiore rispetto ai predecessori. Anche i Normanni del duca Guglielmo erano vichinghi insediati nella parte nord-occidentale della Francia, dietro permesso dei sovrani capetingi. La dimostrazione che gli Anglo-Sassoni non fossero semplici saccheggiatori ma avevano una cultura materiale e poetica propria sta proprio di singoli elementi presenti nel tesoro.

La nave è testimonianza archeologica che le gesta degli eroi dei miti anglo-sassoni sono veri, come Beowulf.

Immagine da Beowulf (2007)

CONTROVERSIE LEGALI

Nel 1939, quando gli scavi passarono sotto la direzione del British Museum, tutto il tesoro ritrovato venne affidato alla signora Pretty, in quanto proprietaria del terreno di scoperta. Vinse anche una battaglia legale. Nonostante si ritenesse il Suffolk una zona più sicura in previsione dell’inevitabile Seconda Guerra Mondiale, la signora Pretty donò proprio al British Museum l’intera collezione.

Il suo nome, assieme a quello di Basil Brown, sono esposti nella sala 41, in una mostra, che doveva essere temporanea, ora permanente.

FONTI

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