ARIOSTORIA

“Questa è l’esposizione di Erodoto di Alicarnasso, affinchè non scompaia con il tempo ciò che è stato fatto dagli uomini, nè siano private del posto che loro compete le imprese grandi e meravigliose (…)”

                                                                                                   Erodoto di Alicarnasso

A chi si occupa di Storia e, più in generale, a chi dedica il suo studio alle materie umanistiche, capita di frequente davanti ad una birra al pub o alle grigliate, di dover convincere schiere di ingegneri ed economisti del fatto che a qualcosa servano tutte quelle parole spese negli anni durante le lezioni, nei libri, alle conferenze, riguardo al nostro passato. Ci sono vari modi di rispondere alla frequente domanda, totalmente legittima: “Scusate, tutto bellissimo per carità… ma la Storia a che serve nel concreto?”.

In effetti, almeno apparentemente, non sembra che soffermarsi a discutere sulla legittimità politica delle azioni di Giulio Cesare porti in fondo qualche vantaggio concreto alla società moderna; oppure, per fare un esempio più vicino a noi, che un resoconto ben fatto sugli eventi della guerra d’indipendenza americana possa servire in qualche modo a ridurre il debito pubblico.

Tuttavia, se si vuole comprendere al meglio la profonda necessità di una meticolosa ricostruzione degli avvenimenti passati che nei fatti la nostra società manifesta, ecco, può essere molto utile semplicemente pensare alle nostre quotidiane relazioni sociali, a quelle che coltiviamo con le persone a cui teniamo di più per esempio. Quante volte, davanti alle facce buie dei nostri amici a cui era appena capitata la solita disgrazia del mese (licenziamenti, rifiuto da parte dell’innamorata, pessima giornata in facoltà) abbiamo loro chiesto con tono preoccupato: “Che è successo?”. Questa semplice domanda di chiarimento può sembrare ovvia, e nei fatti lo è; ma la nostra intenzione, ovvero aiutare al meglio il nostro amico raccogliendo più informazioni possibili, contiene uno dei principali propositi che stanno alla base della ricerca storica: ricostruire nella maniera più rigorosa e attenta possibile quello che è accaduto, per poter prendere le decisioni migliori riguardo alla situazione di cui ci si sta occupando nel presente (nel nostro caso, dare una mano al nostro amico per superare il due di picche appena ricevuto). Per fare un esempio più concreto: nel caso in cui si debba intervenire con mezzi diplomatici o militari in una certa area del globo, operare senza raccogliere alcun elemento sulla cultura degli abitanti nell’area e senza essere al corrente degli avvenimenti che hanno segnato negli anni il loro popolo, produrrebbe solamente conseguenze disastrose.

 In aggiunta a questo utilizzo pratico nella politica della storia, vi è un secondo fine nelle opere legate a questa materia: assicurarsi che il nostro ricordo continui ad essere tramandato nei secoli a venire. Anche in questo caso, è possibile ritrovare in un nostro comportamento l’essenza della ricerca storica. Da quando l’uomo ha iniziato ad organizzarsi in società, più o meno civili a seconda delle epoche e delle regioni, in tutti i casi si è preso la briga di redigere una qualche forma di memoriale, inventandosi i modi più singolari per assicurarsene la durevolezza: dai dipinti rupestri all’interno delle grotte alle incisioni su enormi monoliti di pietra, dagli elaboratissimi e raffinati geroglifici su palazzi e papiri alle grandi biblioteche del nostro tempo. Quasi tutte le grandi personalità nella storia dell’umanità si sono occupati durante la propria vecchiaia (i più megalomani addirittura da giovanissimi) di raccogliere le proprie gesta. Quando qualcuno tra di noi, vive una vita che merita di essere raccontata, allora la scrive. Lo fa per raccontare ai suoi contemporanei e a chi verrà poi quello che ha visto, cosa ha capito, cosa ha scoperto del mondo e di sé stesso, sperando in questo modo che in futuro qualcuno, chissà chi, chissà dove, leggendo quelle righe possa trarre ispirazione per il suo avvenire e riesca anche lui ricorrere un’ideale che lo porti verso la grandezza.

Ariostoria è proposto ai lettori non tanto con un fine didattico, quanto piuttosto con l’intento di riportare particolarità, aneddoti e curiosità, di condividere racconti che arrivano da lontano e che, possono stimolare nuove considerazioni sul presente. Tutto ciò è accompagnato dalla garanzia per i lettori del rigore accademico nella ricerca delle fonti e nella verifica della loro attendibilità.

Buona lettura!

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