Gulabi Gang, l’esercito rosa

Gulabi Gang è un gruppo di donne attiviste nato nel 2006 nello stato dell’Uttar Pradesh, India, sull’iniziativa di Sampat Pal Devi. Ella, figlia di contadini, nacque nel 1960 ed, a differenza di altre sue coetanee, ebbe l’opportunità di frequentare la scuola per un paio di anni. All’età di 11 anni fu costretta a sposarsi con un uomo di 25 anni diventando la serviente di suo marito e dei suoceri. Rimase incinta per la prima volta all’età di 14 anni e a 20 aveva già 5 figli.

Sampat dopo aver assistito alla scena di un uomo picchiare sua moglie decise che bisognava fare qualcosa e subito. Chiese all’uomo di fermare la violenza, ma per risposta fu picchiata pure lei. Il giorno dopo, organizzatasi con altre donne armate di bastoni, tornarono dall’uomo e gli impartirono una lezione a suon di bastonate.
L’episodio fece notizia in tutta la regione e molte donne si unirono al movimento. Ad oggi non si sa di preciso il numero delle sue componenti, si stima però che siano più di 20.000 le donne che ne fanno parte.

Il gruppo, oltre a caratterizzarsi per l’uso del lathi, un bastone di bambù, come strumento difensivo per le loro missioni, si differenzia dalle altre realtà sociali e politiche del paese indossando un sari di colore rosa, ovvero un abito tradizionale indiano.
Diverse sono state le occasioni nella quali le partecipanti al movimento hanno dovuto far uso dei lathis per difendere loro stesse e per ottenere migliori condizioni per la comunità. Un esempio è del 2008: i lavoratori di una centrale elettrica si rifiutarono di riattivare il servizio elettrico, a meno che non fossero stati pagati o in denaro o in favori sessuali. Il gruppo decise allora di entrare in azione, utilizzarono il loro lathis contro lo staff e alla fine la regolare funzione della centrale riprese.

Nonostante facciano uso della violenza, essa viene però usata fino ad un certo punto.
Il gruppo è conscio che l’uso dei lathis può sembrare radicale, ma Sampat, così come le altre attiviste, sa che in un contesto come quello indiano, in cui la corruzione delle forze dell’ordine in favore degli uomini e la mancanza di rispetto nei confronti del genere femminile sono dilaganti, questa è l’unica forma per ottenere un cambiamento.

Nato per difendere le donne dalla violenza maschilista all’interno delle mura domestiche, il gruppo si pone ora anche altri obiettivi, ovverosia far cessare l’uso della pratica dei matrimoni combinati e forzati nei confronti delle bambine, alfabetizzare ed educare le donne, insegnare a loro l’autodifesa e infine il riconoscimento degli abusi nella vita pubblica e privata.

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