5 passi verso l’ecosostenibilità dell’attività umana.

Si parla da tempo del problema ambientale, dal cambiamento climatico ai rifiuti, dallo scioglimento dei ghiacciai alla desertificazione, dalle foreste che bruciano alla siccità. Scienziati e studiosi in generale di tutto il mondo, da un paio di decenni, si pongono come obiettivo quello di avviare uno sviluppo ecosostenibile, cioè uno sviluppo industriale che non sia dannoso per l’ambiente, o meglio, il cui impatto ambientale sia minore rispetto all’industria tradizionale. Sono stati fatti tanti passi avanti, grazie anche all’intervento delle autorità, che hanno reso obbligatori alcuni comportamenti (ad esempio la raccolta differenziata), ma ancora molti se ne devono compiere: il pianeta non è ancora salvo dal rischio di distruzione. In questo articolo si riportano alcune delle scoperte più interessanti in questo campo:

  1. Larva mangia-plastica: non è un nome scientifico, ma l’appellativo che rende chiara la funzionalità della Galleria mellonella (Linneaus, 1758), una larva che si nutre della cera e del miele delle api. E’ molto utilizzata nella pesca perché risulta essere una delle migliori esche. La scoperta è avvenuta per caso: un team di ricercatori dell’università Università della Cantabria a Santander, in Spagna, e dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna (i primi a pubblicare la ricerca), si accorgono che i sacchetti di polietilene che contenevano le larve per fini di studio erano costellate di fiori. E’ molto interessante il progetto portato avanti da alcuni docenti di scuole superiori nel mantovano, i quali, con i loro studenti, allevano le larve e le studiano smaltendo la plastica che avrebbero dovuto gettare: le larve ingerendo la plastica producono seta, che viene poi, attraverso alcune convenzioni, scambiata con alcune case di moda milanesi. Potrebbe essere un modo per creare un’economia circolare al 100%, con spreco pari a zero. Inoltre, continua la ricerca per isolare l’enzima che provoca la digestione della plastica in questo organismo in modo da ricrearlo in laboratorio e rendere lo smaltimento della plastica più semplice e sostenibile.

2. The seabin: è una invenzione australiana, e come dice il nome stesso è una “pattumiera marina”. E’ già stata installata in molte località nel mondo, dalla scorsa estate il progetto è approdato in Italia, con la prima installazione lungo il fiume Arno a Firenze. Come funziona? Galleggiando sull’orlo rimane appena sotto la superficie, l’acqua che entra viene filtrata ed espulsa mediante una pompa elettrica, mentre i rifiuti restano all’interno del contenitore, anche le fibre più piccole. Riesce a pompare fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e la manutenzione è abbastanza semplice, deve essere svuotato ogni due settimane. Il costo rispetto al beneficio è esiguo, circa 15.000 euro, ma a fronte di 500 chili di plastica raccolti in un anno. Si è ben consapevoli che i rifiuti in mare siano tonnellate e tonnellate, ma sicuramente anche questa invenzione può fare la differenza: da una parte si sensibilizza il cittadino che anche con semplici azioni può fare la differenza (magari evitando di abbandonare i rifiuti), dall’altra si rende l’acqua più pulita.

3. Murales mangia smog: sono realizzati con vernici speciali che assorbono lo smog, alla loro funzione decorativa e artistica, se ne aggiunge una ambientale pari a quella purificatrice di alberi e boschi. Il più grande si trova d’Europa si trova a Roma in via del Porto Fluviale, nel quartiere Ostiense, uno dei più trafficati della città. Si chiama “Hunting Pollution” ed è stato inaugurato il 26 ottobre del 2018; è stato realizzato dallo street artist milanese Iena Cruz. A contatto con la luce la vernice trasforma agenti inquinanti come ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio in molecole di sale, depurando l’aria, dall’88,8% dell’inquinamento.

4. Copenhill, chiamato anche Amager Bakke, è un inceneritore con impianto per il recupero di calore situato a Copenaghen. In funzione dal 2017, l’obiettivo è quello di rendere la capitale danese una città ad emissione 0 entro il 2025. Fornisce energia elettrica a 60.000 famiglie e riscaldamento in 120.000 case. Oltre ad essere un capolavoro dal punto di vista dell’ecosostenibilità, Copenhill è un capolavoro architettonico, infatti offre la possibilità di svolgere attività sportive di vario genere sul tetto.

5. Bioplastica di canapa: l’idea nasce nel bellunese, dove un’azienda è riuscita a ottenere dalla cellulosa della pianta il monoaceto di cellulosa, per l’appunto la bioplastica, chiamata anche canna-plastica. E’ la più promettente delle bioplastiche perché è versatile sia nell’utilizzo che nel rendimento, anche dal punto di vista ambientale visto l’alto quantitativo di CO2 tolto dall’atmosfera durante le varie fasi della produzione. Si decompone in 80 giorni. Questa invenzione inizialmente ha provocato un dissidio, poiché alcuni affermavano che il materiale fosse tossico, in realtà è stato provato che il materiale è totalmente sicuro sia per l’uomo che per l’ambiente.

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