La dittatura sanitaria

Negli ultimi tempi, su Facebook, ma anche su Instagram, è capitato di imbattermi sempre più frequentemente in una frase strana, insolita: “STOP DITTATURA SANITARIA“. Un po’ stupito e divertito lasciai perdere e me ne dimenticai presto, ma poi, col passare del tempo, questa frase ha iniziato a ripresentarsi più e più volte con molesta insistenza e così ho preso la malaugurata decisione di provare a capire a fondo di cosa si trattasse. In primo luogo mi sono occupato delle parole: accoppiare due termini così diversi tra loro, quasi antitetici, come dittatura e sanità potrebbe sembrare buffo, a tratti ironico, ma il risultato è meraviglioso, statuario. Dittatura sanitaria. Quanto timore incute, che potenza: scienziati malvagi uniti ai poteri forti che vogliono subdolamente rubarci ogni libertà e privarci della nostra possibilità di ubriacarci il sabato sera. Manca quasi il respiro. Ma è veramente così? Il tema è ovviamente molto più complesso e ampio di come io lo abbia presentato: per ogni sabato sera in cui non ci si diverte c’è un bar con i suoi dipendenti costretto a chiudere e, in men che non si dica, dovremo tristemente dire addio al nostro amato Strabar. Trovare la giusta bilancia tra economia e salute pubblica è dunque il tema principale. Si tratta però di una problematica così complessa e variegata che a discuterne dovrebbero essere economisti e virologi e certamente non utenti su Facebook o tantomeno noi, in questo magazine universitario.

Ma torniamo alla dittatura sanitaria. Per approfondire la mia indagine sono dovuto andare nel covo di coloro che credono di essere in una dittatura sanitaria, (che per comodità da ora chiamerò pseudonegazionisti) nelle più recondite profondità dei commenti su Facebook. Facebook è quel social che è nato con un intento e che si è evoluta in maniera strana, grottesca direi, diventando lo spazio in cui ognuno dà aria alla propria bocca attraverso i muscoli delle dita. Dunque secondo non pochi utenti (che hanno la prassi di commentare non solo sotto i loro post, ma anche sotto quelli delle principali testate giornalistiche) l’attuale governo, con l’unione di scienziati “filo big pharma” sta approfittando della situazione COVID per far fallire le imprese italiane (non si capisce bene a quale vantaggio),commettere un colpo di stato e instaurare una sorta di dittatura. L’obiettivo che loro si pongono, invece, è quello di scalzare la congiura che è in atto e puntare il dito in modo ciceroniano contro tutti i malvagi che intendono privarci della nostra amata libertà. Per svegliare la popolazione dal suo torpore e per liberarla da questa propaganda fatta di numeri, dati e curve epidemiologiche gli psudonegazionisti ricorrono al più forte degli strumenti a loro disposizione: i social, in cui, appunto, si organizzano in gruppi e scrivono commenti sotto testate giornalistiche o pagine politiche.

Mi sono accorto poi che tali individui, quando vengono attaccati da altri commenti tirano fuori due principali argomentazioni:

1) Il COVID-19 è una grossa montatura. Gli pseudonegazionisti non mettono in dubbio l’esistenza del virus (ed è questo che li distingue dai negazionisti più radicati) ma pensano che si tratti di una normale influenza che è stata ingrandita dei media per mere questioni politiche. Il virus c’è, ma andrebbe lasciato perdere.

2) Sono gli unici a pensare fuori dagli schemi. Sono infatti convinti di non essere caduti nella trappola della “propaganda del terrore” e sono quindi gli unici a vedere realmente come stanno le cose.

Stop dittatura sanitaria si trova anche in una posizione di oggettivo vantaggio: si colloca infatti a metà strada tra i negazionisti più radicati, che supportano teorie oggettivamente troppo estreme e gli scienziati, che con i loro numeri e le loro teorie vogliono certamente raggirare il volgo più ignorante ma non per questo più stupido, per trarne vantaggio. Trovarsi in questa terra di mezzo fa si che il gruppo degli pseudonegazionisti cresca in maniera direttamente proporzionale al crescere della pandemia. La crescita pare inarrestabile e i confini dei social ,purtroppo, sono sempre più stretti, ecco che, da un semplice trend sui social, stop dittatura sanitaria si è pericolosamente tradotta in realtà. Gli appelli di virologi e governo di fine estate in cui invitavano la popolazione ad un ritorno alla compostezza e un ritorno alle norme igieniche, sono stati ignorati, sono passati inascoltati e le conseguenze le stiamo pagando ora: aumento incontrollato dei casi e curva delle terapie intensive in pericolosa crescita.

Queste parole non vogliono essere né un’apologia al governo, che anzi si è fatto trovare scandalosamente in ritardo, viste le due settimane di vantaggio che avevamo rispetto agli altri paesi europei, né una difesa alle nuove norme introdotte con il dpcm, perché, come detto in precedenza, i dati e le conoscenze in mio possesso per fare un’analisi oggettiva e giusta sono largamente insufficienti, vogliono essere, però, un’esortazione alla responsabilità e al senso civico, perché la dittatura dell’ignoranza è ben più pericolosa della dittatura sanitaria.

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