L’addio definitivo all’era Pinochet

Domenica 25 ottobre si è votato in Cile il plebiscito costituzionale per la creazione di una nuova costituzione, che potrebbe segnare una svolta nel sistema economico e sociale del paese verso una società più ugualitaria e lasciarsi alle spalle il fantasma di Pinochet che fino ad oggi ha accompagnato la carta magna.

Un referendum che è nato come risposta dal governo per le manifestazioni che da un anno hanno luogo nel paese, cominciate dopo che questo approvò un aumento nel costo della metro e che hanno fatto emergere tutto lo scontento della popolazione che si é accumulato negli anni, dovuto principalmente alle disuguaglianze create dall’attuale sistema economico.

L’attuale costituzione creata e approvata nel 1980 durante il regime di Pinochet e conosciuta come la “Costituzione di Pinochet”, che é stata modificata più volte con il passare degli anni, ma queste modifiche erano nella maggior parte dei casi superficiali e non sono bastate per cancellare il sentimento di illegittimità che desta nei cittadini.

Nel plebiscito si chiedeva per primo ai cittadini di votare “approvo” nel caso volessero una nuova costituzione e “rifiuto” nel caso contrario, secondo il servizio elettorale cileno la prima ha vinto con il 78,27 (5.885.721) dei voti a fronte del 21,73% (1.633.932) che rifiutavano la misura. Con una partecipazione superiore al 50% questa diventa l’elezione libera con maggiore partecipazione della cittadinanza.

Immagine di Reuters

Inoltre, si ha chiesto ai cittadini di scegliere anche l’organo incaricato di scrivere la nuova costituzione, in questo caso ha vinto la convenzione costituzionale formata da 155 cittadini eletti dal voto popolare nei prossimi mesi. Questa sarà composta dalla stessa quantità di donne e uomini, e garantirà un posto anche ai popoli indigeni.

Questo risultato segna un precedente storico, perché sarà la prima volta nella storia del paese e del continente Americano, che il compito della creazione della costituzione viene affidato a un gruppo di cittadini, che saranno eletti nei prossimi mesi in una seconda votazione. I temi principali a trattare nella nuova saranno la riforma al sistema privato, sistema sanitario, pensioni, riconoscimento delle popolazioni indigena e istruzione, questa dovrà essere rettificata dal popolo nel 2022.

Immagine di AFP/Pedro Ugarte

La reazione della popolazione ai risultati del referendum, è stata quella di uscire per strada e nelle principali piazze a celebrare, fino a quando non è scattato il coprifuoco che regge nel paese a causa del covid. Queste celebrazione sono la conferma di quello che le urne hanno espresso, e che il popolo vuole un cambiamento, partecipandovi attivamente.

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