Vaticano: tra riformismo e conservatorismo, il dibattito più acceso è quello sulle Unioni Civili.

Nel documentario di Evgeny Afineevsky, presentato in settimana al Festival del Cinema di Roma, Papa Francesco si è dichiarato favorevole alla tutela dei diritti degli omosessuali. Queste affermazioni, oltre ad aver riempito le pagine dei quotidiani, hanno anche riaperto un dibattito importante e contrastante all’interno del Clero.

Ancora una volta Papa Francesco è in grado di destare grande stupore nell’opinione pubblica: mercoledì 21 ottobre, in un documentario presentato al Cinema di Roma, è riportata parte di un’intervista concessa alla giornalista Valentina Alazraki nel maggio 2019, in cui il Pontefice ha ribadito che gli omosessuali ,in quanto figli di Dio ,non vanno visti come un “male della società”, ma hanno anche essi diritto alla felicità; per tanto il Papa si dichiara favorevole alle unioni civili e ai diritti che possono garantire.

Se da una parte l’opinione pubblica di sinistra, i fedeli omosessuali, gli attivisti di questa comunità sono stati stupiti e felici di questa dichiarazione (che tra l’altro non è la prima), dall’altra si è riaperta una ferita, una lotta interna al Vaticano, da molto tempo diviso tra riformisti , il cui maggiore esponente è, appunto, Francesco, e conservatori ,con Benedetto XVI in prima linea.

A proposito di questi tabù al centro del dibattito cattolico Joseph Ratzinger la scorsa primavera ha pubblicato un libro, “En laben”, in cui si oppone fermamente a queste riforme definite dalla società contemporanea “umanistiche” (aborto, nozze gay), ma che per il Papa emerito sono “potere spirituale dell’Anticristo”. Egli crede che siano parte di una formulazione di un credo anticristiano, per cui chiunque si opponga verrebbe “scomunicato” attraverso l’esclusione dalla società. A sostegno delle sue tesi afferma che, fino ad un secolo fa, chiunque avrebbe ritenuto tutto ciò assurdo. Anche la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) si scaglia contro il riformismo promosso da Papa Francesco riguardo alla legge contro l’omotransfobia presentata alle Camere, affermando che le leggi a tutela dei diritti umani costituzionalmente garantite nel nostro Paese siano sufficienti; si sono inoltre opposti fermamente alla pillola abortiva recentemente introdotta nel sistema sanitario italiano.

Dall’altra parte Bergoglio apre un dialogo con la società moderna, profondamente cambiata rispetto al passato e profondamente scettica rispetto ad alcune tematiche religiose. Oltre ad aver sempre sostenuto le politiche di accoglienza per quanto riguarda il problema migranti ed essersi opposto pubblicamente alle idee di alcune personalità della destra italiana, Papa Francesco dichiara di essere favorevole alle unioni civili, nell’intervista originale “convivencia civil”, che sta in spagnolo per unione civile, appunto, come è stato anche tradotto da Victor Manuel Fernández, arcivescovo di La Plata, in Argentina, e persona assai vicina a Bergoglio. Il Pontefice, ci tiene, comunque, a precisare che il matrimonio è ben altro rispetto all’unione civile, è che quest’ultima è importante per tutelare la categoria LGBTQ+.

In ogni caso, queste dichiarazione sono una grande conquista per il mondo cattolico e per il dialogo con i più giovani e con la società.

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