MES…LE 5 (MEZZE) VERITÀ DEL GOVERNO CONTE

tempo di lettura: 3 minuti

Facciamo luce sul discorso di Giuseppe Conte riguardo l’utilizzo del MES analizzando le 5 principali argomentazioni che il premier ha addotto per giustificare la mancata adozione di questo strumento.

  1. I SOLDI DEL MES SONO PRESTITI E NON POSSONO FINANZIARE NUOVE SPESE

Corretto , i soldi del MES sono dei veri e propri prestiti. Aggiungerei che sarebbe preoccupante il contrario, il nostro sistema economico infatti si fonda su un concetto molto basilare, ossia quello del costo del denaro sotto forma di interessi. Chi presta denaro deve essere remunerato da un tasso di interesse altrimenti non avrebbe motivo di farlo. Semplicemente non esiste un modo diverso per entrare in possesso di quantità di denaro se non quello di prenderlo a prestito pagando degli interessi. Se venisse meno questo assunto, crollerebbe di sana pianta tutto il nostro sistema economico, perciò non c’è poi tanto da stupirsi che il MES sia erogato sotto forma di prestito e non invece come una qualche forma di erogazione gratuita come auspicato da alcuni. Non c’é motivo di stupirsi a maggior ragione se si pensa che anche il Fondo SURE e la maggior parte dei fondi del RECOVERY FUND, che sono stati adottati dall’Italia, sono dei prestiti, proprio come il MES.

Errato, i fondi del MES permettono di finanziare sia spese già sostenute che spese ancora da varare in parlamento, al pari di qualsiasi altro strumento di finanziamento della spesa pubblica.

2. I SOLDI DEL MES FANNO LIEVITARE IL DEBITO PUBBLICO E SONO QUINDI PREFERIBILI ALTRI STRUMENTI

Corretto, le somme prese in prestito per finanziare la propria spesa hanno l’effetto di aumentare il debito pubblico al pari di ogni altra forma di finanziamento.

Errato, nel 2020 il parlamento ha autorizzato circa 100 miliardi in deficit. Si tratta di somme di denaro prese in prestito dai mercati emettendo titoli di stato. Chi acquista quei titoli presta del denaro allo Stato, il quale si impegna a remunerarlo con un tasso di interesse. Si tratta di somme che inevitabilmente hanno l’effetto di aumentare il debito pubblico proprio come i fondi SURE e gran parte delle somme del RECOVERY FUND, perciò non è corretto giudicare la convenienza del MES sulla base di questo criterio in quanto caratteristica comune ad ogni altro tipo di finanziamento.

Attenzione! I soldi presi a prestito dai mercati emettendo titoli di stato hanno un costo per lo Stato. Questo costo è rappresentato dal tasso di interesse che lo Stato stesso riconosce a chi acquista i suoi titoli. Il tasso di interesse segue gli andamenti di mercato e aumenta in caso di crisi o instabilità di un Paese; gli investitori infatti richiederanno un tasso di interesse maggiore per compensare il maggiore rischio di cui si fanno carico.

In particolare, durante la prima ondata di contagi che ha fortemente destabilizzato il nostro Paese, i tassi di interesse dei titoli italiani hanno subito un rialzo considerevole rispetto a quelli degli altri Paesi (il famoso spread). Ciò vuol dire che gli investitori per comprare i nostri titoli, e quindi per prestarci somme di denaro, richiedevano un tasso di interesse sempre più elevato.

D’altro canto invece il MES è un prestito a tassi di interesse davvero convenienti, addirittura sotto lo 0, ciò vuol dire che bisognerebbe restituire meno di ciò che prendiamo in prestito! Si delinea dunque un considerevole profilo di risparmio in termini di interessi rispetto agli altri strumenti di finanziamento.

3. IL RISPARMIO IN TERMINI DI INTERESSI È IRRILEVANTE

Errato, usufruendo del MES l’Italia beneficerebbe di circa 200 milioni di risparmio sugli interessi che ad oggi paga sui titoli di stato.

È un’affermazione discutibile in primo luogo tenendo conto che nella nuova legge di bilancio verrà approvata una spesa per il potenziamento delle Università di circa 165 milioni di euro, cifra di molto inferiore rispetto al risparmio considerato esiguo.

In secondo luogo è curioso notare come questo governo abbia spinto con tutte le sue forze per vedersi confermato il taglio dei parlamentari, adducendo come argomentazione principale quella del risparmio pubblico, che secondo le analisi dell’Osservatorio sui Conti Pubblici di Carlo Cottarelli ammonterebbe a circa 285 milioni in 5 anni. A voi ulteriori considerazioni…

4. USUFRUENDO DEL MES IL GOVERNO SAREBBE COSTRETTO AD AUMENTARE LE TASSE O A TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA

Corretto, si tratta della base della scienza delle finanze, nulla di nuovo. per coprire maggiori uscite bisogna ottenere maggiori entrate mediante tributi oppure diminuire la spesa pubblica a danno della società.

Attenzione! ulteriori tasse si renderanno ugualmente necessarie per coprire il deficit di 100 miliardi autorizzato nel 2020. Sugar tax , plastic tax, Robin tax … sono solo alcune delle misure che si discutono in parlamento per aumentare gli introiti dello Stato. Dunque l’introduzione di nuove tasse non è effetto strettamente legato all’adozione del MES.

5. L’EFFETTO STIGMA CI DANNEGGEREBBE IN QUANTO SAREMMO L’UNICO PAESE AD USUFRUIRNE

Potremmo tradurre il termine ‘stigma’ come ‘pregiudizio’ o ‘marchio’… insomma qualcosa che possa insospettire i mercati in riferimento al fatto di essere gli unici ad avere avuto bisogno di attingere ai fondi del MES, con i conseguenti problemi di credibilità che si ripercuoterebbero come visto in maggiori tassi di interesse da pagare. In questo caso occorre scindere l’argomentazione in due punti salienti.

  1. È vero che saremmo il primo Paese ad usufruire del MES e questo potrebbe in qualche modo insospettire i mercati, tuttavia c’è da aggiungere che la maggior parte degli altri Paesi ha la possibilità di finanziarsi sui mercati emettendo i propri titoli a tassi molto simili a quelli de MES che pertanto non si rivelerebbe una soluzione così conveniente, come invece sarebbe nella nostra fattispecie.
  2. L’effetto stigma citato da Conte è un fenomeno che rischierebbe di ripercuotersi su di noi proprio nell’eventualità opposta. Infatti come abbiamo visto, la decisione di non adottare il MES è sconveniente dal punto di vista del risparmio pubblico e rappresenta una vera e propria scelta irrazionale, la quale potrebbe provocare pregiudizio e diffidenza sui mercati circa la nostra capacità di prendere decisioni razionali e lungimiranti.

Osservazioni finali

La decisione di adottare o meno lo strumento del MES non è per nulla banale e deve essere riservata esclusivamente a tecnici competenti. Non può e non deve in nessun modo dare adito a rumori propagandistici sulla base di slogan politici che troppo spesso hanno preso il sopravvento nell’ultimo periodo, soprattutto durante il lockdown.

Quello che ci auguriamo è che non si debba scontare ancora una volta un prezzo politico troppo alto, dettato dal compromesso ideologico che ormai da anni danneggia il nostro paese.

Pubblicato da Giammarco Nolé

Studente di economia aziendale presso l'Università degli Studi di Ferrara. Appassionato di finanza e letteratura, trader nel tempo libero

One thought on “MES…LE 5 (MEZZE) VERITÀ DEL GOVERNO CONTE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *