Le 5 proprietà culturali a rischio impensabili

Guerre, inquinamento, cambiamento climatico e scelte economiche sconsiderate mettono a repentaglio aree naturali e siti culturali. Siti come Palmira e città come Venezia e Amsterdam sono tristemente noti per essere stati distrutti o minacciati, ma questi sono le 5 proprietà culturali a rischio iscritte nella World Heritage List dell’UNESCO (https://whc.unesco.org/en/list/?danger=1&type=cultural) in località per noi impensabili.

Zona archeologica di Chan Chan – Perù

Chan Chan è stata la capitale del Regno di Chimor (870-1450), sulla costa settentrionale peruviana. Si trattava della più grande città del Sud America pre-Colombiana, suddivisa in “cittadelle” indipendenti secondo un piano regolatore in base alla posizione sociale. Si estende per circa 20 chilometri quadrati. Ogni cittadella possedeva templi, camere mortuarie, bacini idrici e stanze cerimoniali, racchiuse in proprie mura abbellite con motivi antropomorfi e zoomorfi. Venne riconosciuta come patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1986 e dallo stesso anno dichiarata in pericolo per via dello stato di deterioramento dovuto alle forti piogge di El Nino.

Nan Madol – Micronesia

Definita anche Venezia del Pacifico, Nan Madol è costruita su una serie di isolotti a SE della costa di Pohnpei tra il 1200 e 1500 d.C. Gli enormi megaliti e le tecniche di costruzione (mura di basalto e corallo) sono la testimonianza della potenza della dinastia degli Saudeleur, la quale aveva conquistato l’isola di Pohnpei, e della complessità sociale e religiosa dei popoli delle isole. Inoltre è espressione dell’originale sistema amministrativo, il quale si conserva ancora oggi. E’ riconosciuta patrimonio dell’Umanità dal 2016 ed in pericolo dallo stesso anno per via del riscaldamento globale che porterà all’aumento del livello del mare.

Centro marittimo di Liverpool – Regno Unito

Il porto di Liverpool ha visto un enorme periodo di sviluppo tra XVIII e XX secolo, al culmine dell’Impero britannico. E’ stato pioniere nelle moderne tecnologie portuali, nei trasporti e nella gestione. Il centro marittimo si sviluppa su principali arterie quali Pier Head, Albert Dock e William Brown Street e comprende anche edifici pubblici e religiosi sorti intorno all’attività commerciale dello scalo. E’ stato riconosciuto patrimonio dell’Umanità nel 2004 ed è iscritto nella lista dei Patrimoni dell’Umanità in pericolo dal 2012 con il progetto di Liverpool Waters, per la realizzazione di un nuovo spazio crociere, usando aree abbandonate del porto, anche se i magazzini di Albert Dock vengono adattati al nuovo uso. Il piano mette a repentaglio l’integrità storica e strutturale di Liverpool.

Centro storico di Vienna – Austria

Città dalla storia millenaria e protagonista delle sorti politiche ed europee, Vienna ha il centro storico che ha mantenuto lo skyline originale patrimonio dell’Umanità dal 2001 ed è in pericolo dal 2018 per via della costruzione di un grattacielo alto 73 metri nell’area di Heumarkt, in pieno centro, il quale sconvolgerebbe l’orizzonte della città. L’UNESCO ha già lanciato l’ammonizione e il Cancelliere Kurz rischia col ritrovarsi Vienna depennata dalla lista dei Patrimoni dell’Umanità. Lo skyscraper in questione: investimento per il futuro ben integrato col panorama o un’opera che rincorre le manie di grandezza?

Centro storico di Shakhrisyabz – Uzbekistan

Shakhrisyabz, città di 90.000 abitanti nell’Uzbekistan sud-orientale, era al centro delle mire espansionistiche di personaggi come Alessandro Magno per la sua posizione strategica, tanto da essere uno scalo per la Via della Seta. Raggiunse il massimo dello splendore sotto la dinastia tumiride (1370-1506) conquistando parte dell’Asia centrale, dalle sponde del Mar Nero a ovest all’Afghanista e Pakistan settentrionale a est. Shakhrisyabz ebbe un ruolo di prima linea nel medioevo asiatico. Sia il Mausoleo di Tamerlano (il capostipite tumiride) sia il palazzo di Ak-Sarai hanno influenzato l’architettura della regione; infatti nel 2000 venne dichiarata patrimonio dell’Umanità dopo essere stato sancito come patrimonio della nazione nel 1973. Sono stati dichiarati in pericolo dal 2016 per via dei fondi statali mancanti per la manutenzione delle mura, anche se i monumenti sono in stato buono, l’UNESCO segnala la necessità di concepire un progetto a lunga conservazione.

di MATTIA FERRARI

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