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Un giornale che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere. “

(Joseph Pulitzer)


Ariosteo si propone di essere un giornale scritto dagli studenti Unife, aperto a chiunque voglia leggerlo. Nato dalla necessità di creare una comunità nella quale chiunque possa fare sentire la propria voce e buttarsi concretamente nel mondo che ci circonda, con l’intento di rilanciare la figura dello studente all’interno della realtà universitaria. La partecipazione è aperta a chiunque sia interessato (clicca qui). La redazione si impegna a rispettare codici deontologici imposti a tutti i professionisti della comunicazione.


75 anni repubblicani

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La storia di UniFe

La nascita

L’Università di Ferrara fu fondata in seguito alla richiesta del marchese estense Alberto V d’Este il 4 marzo 1391, sotto concessione dell’attuale papa, Papa Bonifacio IX.  Fu una delle prime al mondo ed ebbe gli stessi privilegi delle più antiche istituzioni di Bologna (α 1088) e Parigi (α 1170).  Dopo solo tre anni, però, le difficoltà economiche costrinsero l’ateneo a una prematura chiusura, che si protrasse per 8 anni, fino al 1402, quando, con l’intervento di Niccolò III d’Este, successore di Alberto V, la facoltà riaprì e numerosi docenti di prestigio si trasferirono nella neofondata università, perfino dalla concorrente Università di Bologna. 

ALBERTO V D’ESTE
BONIFACIO IX

XVI Secolo

Quando il Rinascimento arrivò, Ferrara fu un territorio estremamente fertile per il suo sviluppo, in particolare presso l’Università, la quale spiccava per il corso di Medicina.  Proprio qui, infatti, numerosi dotti ed esperti dell’epoca si affrontarono in dibattiti medico-letterari, cercando le vie migliori per affrontare quelle tremende malattie che colpivano senza giudizio l’italia del 1400, prima tra tutti la sifilide. Furono questi anni d’oro per la città che poté ospitare numerose figure di spicco della cultura italiana. Tra questi ebbe un impatto veramente importante il poeta, commediografo e diplomatico italiano Ludovico Ariosto, al quale dedichiamo il nostro giornale.  Fu proprio all’università di Ferrara che Ariosto seguì gli studi di filosofia che lo formarono come il poeta che conosciamo ora.  Nel 1567 la sede universitaria fu spostata nel palazzo Paradiso,  oggi sede della Biblioteca Ariostea, importante centro di studio per tutti gli studenti Ferraresi.

LUDOVICO ARIOSTO

Secoli XVII e XVIII

A fine Seicento ci fu un nuovo importante cambiamento per la città: nel 1598, dopo un secolo e mezzo di rinascimento,  avvenne la devoluzione, ossia il ritorno della città sotto il diretto controllo dello stato pontificio. L’università pagò grandi conseguenze di questo ulteriore passo indietro e passò da grande centro culturale e intellettuale, ad essere un semplice ateneo secondario, di periferia. Furono anni bui per il centro culturale ferrarese che vide lentamente decrescere per due secoli il proprio prestigio nello scenario italiano.  Nel 1797, avendo giocato un ruolo attivo nella repubblica Cispadana, venne istituita il 27 marzo la prima cattedra in Europa di diritto costituzionale. Da questo momento in poi l’università incominciò un percorso di riconquista del proprio prestigio, con i suoi corsi di giurisprudenza, medicina, scienze e filosofia.  Nonostante l’impegno per la ricrescita nel 1803 venne trasformata in Liceo a causa dell’esiguo numero di studenti. Il ritorno a centro universitario iniziò qualche anno dopo, ma le attività tornarono a regime solo dopo l’unità d’Italia.

PALAZZO PARADISO 1900

Secoli XIX e XX

Dopo l’unità d’Italia l’Università fece grandi passi avanti diventando un’università libera, e fino alla prima guerra mondiale l’ateneo contava oltre seicento studenti, numeri che, per quanto oggi sembrano esigui, all’epoca erano segnale di grande prestigio. Il periodo delle guerre ovviamente sospese il normale lavoro universitario: durante l’epoca fascista, infatti, l’Ateneo fu utilizzato prevalentemente per dibattiti di carattere generale. Successivamente a quegli anni divennero facoltà anche la scuola di famacia, lettere e filosofia, architettura, ingegneria e solo nel 1996 la facoltà di economia. La costante crescita dell’Università ci porta fino ai giorni nostri: i quattordici dipartimenti dell’ateneo contano più di 10.000 studenti. La speranza è che i numeri della nostra università, come tutte quelle d’Italia, possano continuare a crescere, creando così generazioni sempre più consapevoli e preparate. 

CHIOSTRO DI SANTA MARIA DELLE
GRAZIE DEL POLO BIO-CHIMICO